Asensio ricorda il suo calvario: “Ero su una sedia a rotelle, non potevo fare una vita normale. Non dormivo più di un’ora…”

Il classe 1996 finalmente è tornato protagonista al Real dopo quasi una stagione persa per un lungo infortunio al ginocchio. Non è bastato per la convocazione da parte di Luis Enrique, ma Asensio non vuole fermarsi. Anche perchè lo stop forzato lo ha davvero ferito…

di Redazione Il Posticipo

“Asensio, 4-1, è finita”. Anche se l’attaccante del Real Madrid non dovesse più fare nulla di notevole, in Italia la sua fama sarà per sempre legata al gol che ha chiuso definitivamente i conti nella finalissima di Cardiff tra i Blancos e la Juventus. Ma di fare bene Asensio ha voglia eccome, anche se Luis Enrique non è stato dello stesso avviso. Il commissario tecnico della Spagna non ha convocato il classe 1996, che finalmente è tornato protagonista al Real dopo quasi una stagione persa per un lungo infortunio al ginocchio. E a chi gli chiedeva del calciatore, l’ex allenatore della Roma ha risposto “sarà sul divano a guardare Netflix”.

FEBBRE – “Veramente ero a casa con la febbre”, spiega Asensio in un’intervista a Onda Cero. Ma l’attaccante non ha voglia di fare polemica, perchè sa benissimo che Luis Enrique potrebbe non gradire. E quindi via con il ramoscello d’ulivo… “È normale che gli abbia dato fastidio quella domanda, perchè non gli piace molto parlare dei calciatori che non sono convocati. Ma con lui ho un buon rapporto. Certo, sono giorni strani, perchè era da tanto che durante una pausa non venivo convocato pur essendo disponibile, ma sto lavorando duro per tornare in nazionale con le prossime convocazioni”. Catalogo di Netflix permettendo, aggiungerebbe il CT.

CALVARIO – Ma c’è modo anche di parlare del brutto infortunio al ginocchio che lo ha tenuto fermo. “Quando ci ripendo ho i brividi, mi sono reso subito conto che era grave. Andare dal chirurgo è stato uno dei peggiori momenti della mia vita, ero preso dal panico, non sarei mai entrato. Ho detto ‘addormentatemi, che non ce la faccio’. Sono momenti che non dimenticherò mai. Dopo l’operazione ho sofferto molto, ero su una sedia a rotelle, non potevo fare una vita normale. Non dormivo più di un’ora o un’ora e mezza perchè non smettevo di controllare il ginocchio. L’infortunio mi ha cambiato. Ora considero la saluta molto più importante di prima. Stare fermi tanto tempo è una m***a, perchè te la passi davvero male”. Ma c’è sempre modo di tornare e magari segnare dopo neanche un minuto…

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