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Asensio, la gioia dopo un calvario spaventoso: “Ero su una sedia a rotelle, non potevo fare una vita normale”

RIFU, MIYAGI, JAPAN - JULY 31: Marco Asensio #7 of Team Spain looks on during the Men's Quarter Final match between Spain and Cote d'Ivoire on day eight of the Tokyo 2020 Olympic Games at Miyagi Stadium on July 31, 2021 in Rifu, Miyagi, Japan. (Photo by Koki Nagahama/Getty Images)

Il calciatore del Real segna contro il Giappone a cinque minuti dalla fine dei tempi supplementari e manda le Furie Rosse a giocarsi l'oro con il Brasile. La giusta ricompensa dopo un periodo molto difficile...

Redazione Il Posticipo

1-0, Marco Asensio, è finita. Impossibile non citare la celebre frase che parla della finale di Champions di Cardiff, considerando che è proprio una rete dello spagnolo a spedire la Spagna alla finalissima del torneo olimpico di calcio. Il calciatore del Real segna contro il Giappone a cinque minuti dalla fine dei tempi supplementari e manda le Furie Rosse a giocarsi l'oro con il Brasile. E dire che Asensio la partita l'ha cominciata dalla panchina, entrando soltanto al minuto 84 al posto di uno stanchissimo Pedri. Non proprio quello che ci si aspetta da chi, in fondo, era stato portato da fuori quota. Ma alla fine la partita la risolve lui, che pure viene da un periodo che definire complicato è poco.

SOFFERENZA - La stagione 2020/21 è infatti stata quella del suo ritorno, dopo un infortunio al ginocchio che lo ha tenuto per parecchio lontano dai campi. E che, come ha raccontato a Marca, è stato difficile da affrontare. "C'è stato un momento in cui devi affrontare la realtà. Devi prendere atto di esserti infortunato.  Nei primi giorni si avverte il dolore, si soffre. E nonostante l'aiuto capisci di essere solo con te stesso. Mi sono stati tutti vicini. La mia famiglia, la mia ragazza, persino il mio cane. Capiva che gli esercizi erano dolorosi e mi difendeva dagli attrezzi riabilitativi. Poi quando mi sono rassegnato all'idea di essermi fatto male, ho pensato 24 ore su 24 al mio ginocchio. Ero ossessionato dal recupero  ma poi ho capito che era meglio non fissare obiettivi troppo lontani. Rischiano di divorarti dentro, nella testa. Sapevo che dovevo progredire poco a poco, senza pensare immediatamente a quando sarei tornato in campo. Quindi ho pensato prima a guarire dall'infiammazione. Poi a camminare, quindi a recuperare tono muscolare".

 (Photo by Denis Doyle/Getty Images)

SEDIA A ROTELLE - Momenti drammatici, che Asensio ha ricordato anche ai microfoni di OndaCero. "Quando ci ripenso ho i brividi, mi sono reso subito conto che era grave. Andare dal chirurgo è stato uno dei peggiori momenti della mia vita, ero preso dal panico, non sarei mai entrato. Ho detto 'addormentatemi, che non ce la faccio'. Sono momenti che non dimenticherò mai. Dopo l'operazione ho sofferto molto, ero su una sedia a rotelle, non potevo fare una vita normale. Non dormivo più di un'ora o un'ora e mezza perchè non smettevo di controllare il ginocchio. L'infortunio mi ha cambiato. Ora considero la saluta molto più importante di prima. Stare fermi tanto tempo è una m***a, perchè te la passi davvero male". Ma c'è sempre modo di tornare. E magari spedire la propria squadra in una finale olimpica...