Asensio racconta il suo infortunio. “Una lunga sfida fra paura, ossessione, voglia di rientrare. Mi ha aiutato anche il cane…”

Dal dolore alla gioia. Asensio è tornato subito al gol ma la rete segnata al Valencia è il completamento di un percorso molto personale.

di Redazione Il Posticipo

Dal dolore alla gioia. Asensio è tornato subito al gol ma la rete segnata al Valencia è il completamento di un percorso molto personale. Il calciatore lo ha raccontato in un documentario trasmesso sul  canale ufficiale del Real Madrid. Non a caso intitolato “Asensio, la sfida”. Le parole del calciatore sono riportate da Marca.

ACCETTAZIONE  – Asensio raccoglie i ricordi. La prima settimana è stata la più complicata.  “C’è stato un momento in cui devi affrontare la realtà. Devi prendere atto di esserti infortunato.  Nei primi giorni si avverte il dolore, si soffre. E nonostante l’aiuto capisci di essere solo con te stesso. Mi sono stati tutti vicini. La mia famiglia, la mia ragazza, persino il mio cane. Capiva che gli esercizi erano dolorosi e mi difendeva dagli attrezzi riabilitativi. Poi quando mi sono rassegnato all’idea di essermi fatto male, ho pensato 24 ore su 24 al mio ginocchio. Ero ossessionato dal recupero  ma poi ho capito che era meglio non fissare obiettivi troppo lontani. Rischiano di divorarti dentro, nella testa. Sapevo che dovevo progredire poco a poco, senza pensare immediatamente a quando sarei tornato in campo. Quindi ho pensato prima a guarire dall’infiammazione. Poi a camminare, quindi a recuperare tono muscolare”.

RITORNO – Il primo ritorno alla normalità è stato andare al Bernabéu a vedere la squadra “Mi ero ripromesso di tornare allo stadio solo quando sarei riuscito a salire le scale. Ho lavorato molto anche su me stesso”. Il vero step è stato convivere con l’attesa. “Il mio fisico e la mia mente avevano bisogno di un lavoro interiore. Ho lottato a lungo contro me stesso. Rasserenarmi ha aiutato e poi accelerato il rientro”. Dagli spalti, poi, finalmente, al campo. “Ho provato speranza, eccitazione e grande senso di libertà quando sono tornato nuovamente a correre. Devo ringraziare anche il presidente. Mi ha aiutato molto è stato presente sin dall’inizio. Gli sono molto grato umanamente non credo che vi sia nessuno come Florentino”.

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