Arthur, Setien ammette: “La questione Juventus sta sicuramente avendo un effetto su di lui, ma deve concentrarsi…”

Quando una voce di mercato raggiunge certi livelli, forse poi una voce non è. E se il tecnico del Barcellona parla di Arthur e del suo possibile approdo alla Juventus alla fine del match tra i blaugrana e l’Athletic Bilbao vuol dire che qualcosa di vero dovrà pure esserci…

di Redazione Il Posticipo

Quando una voce di mercato raggiunge certi livelli, forse poi una voce non è. E se il tecnico del Barcellona parla di Arthur e del suo possibile approdo alla Juventus alla fine del match tra i blaugrana e l’Athletic Bilbao (vinto dai catalani, che si portano a +3 in attesa del match del Real Madrid), vuol dire che qualcosa di vero dovrà pure esserci. Come riporta Marca, Setien nella conferenza stampa post-partita non si nasconde dietro un dito per quello che riguarda la situazione del centrocampista brasiliano. Allo stesso tempo, però, sembra dare l’impressione che la soluzione del rebus non dipenda da lui. O che almeno….non è che gliene importi molto!

ISOLARSI – L’ammissione di una trattativa, però, arriva. E considerando che lo fa l’allenatore del Barcellona, qualcosa deve significare. In ogni caso, Setien si aspetta che il brasiliano si comporti da professionista e non si faccia influenzare troppo dalla possibilità di vestire il bianconero… “Se la questione di Arthur e la Juventus è vera, sicuramente sta avendo un effetto su di lui. Io cerco di ottenere il meglio da lui, il suo miglior rendimento. Bisogna riuscire a isolarsi da queste situazioni, sono cose che non possiamo controllare, ma parleremo con lui affinchè si concentri su quello su cui deve concentrarsi. Capisco che possa essere complicato, ma deve essere al di sopra di questa situazione”.

MENO PROTAGONISTA – Più facile a dirsi che a farsi. Arthur è stato sostituito al minuto 56 da Riqui Puig e la stellina della Masia ha regalato al Barça la qualità necessaria per passare al 71′ con Rakitic. E Setien non è molto tenero con il brasiliano. “Quello che gli chiediamo ora non è lo stesso che faceva prima in campo. Ora gli chiedo di giocare più avanzato, che si muova tra le linee e che gestisca altre situazioni, il che a volte non gli riesce molto bene. Ma ci dà altre cose, come la sicurezza quando ha il pallone tra i piedi. Forse sembra che sia meno protagonista rispetto a quanto può dare, ma ci basta, perchè la sua situazione non è semplice. È costretto a muoversi in spazi piccoli, circondato da avversari”. Segnali di addio?

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