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Arteta: “Sono emotivamente legato all’Arsenal. E mi sento responsabile per la sofferenza dei tifosi”

LIVERPOOL, ENGLAND - DECEMBER 19:  Mikel Arteta, Manager of Arsenal looks dejected following his team's defeat in the Premier League match between Everton and Arsenal at Goodison Park on December 19, 2020 in Liverpool, England. A limited number of fans (2000) are welcomed back to stadiums to watch elite football across England. This was following easing of restrictions on spectators in tiers one and two areas only. (Photo by Jon Super - Pool/Getty Images)

Il tecnico a cuore aperto sulla sua posizione.

Redazione Il Posticipo

Arsenal, più che un boxing day, una Pasqua di resurrezione. La squadra di Arteta ha battuto il Chelsea ottenendo la prima vittoria in Premier League dall'inizio di novembre. Tre punti che hanno permesso ad Arteta di muovere la classifica e risollevarsi dopo il peggior inizio di campionato dal 1974-75. La vittoria nel derby di Londra, non è però sufficiente a tornare dalla parta sinistra della classifica. I gunners sono ancora al quindicesimo posto in classifica. E, come riportato dalla BBC, il tecnico spagnolo ne soffre parecchio.

FRUSTRAZIONE - All'Arsenal serve maggiore continuità. "È, frustrante e doloroso. In termini di risultati nelle ultime settimane abbiamo sofferto e fatto soffrire i tifosi. Mi sento molto responsabile per questo. Credo che sia la sensazione peggiore possibile, perché io sono il primo a voler rendere al massimo e portare questa squadra di calcio più in alto possibile in classifica. Vorrei trasmettere la mia passione, la voglia e le intenzioni di aggiungere traguardi importanti. So che per riuscirci ci serve continuità di rendimento. E ogni volta che non vinco una partita, mi sento come se stessi deludendo la società e le persone che lavorano per noi, oltre che ovviamente i nostri tifosi".

GESTIONE - Arteta ha consumato la maggior parte del credito acquisito nei primi sei mesi, negli ultimi sei. Una FA cup al suo esordio è stato un ottimo biglietto da visita, ma sono arrivate sconfitte pesantissime contro Aston Villa, Tottenham, Burnley, Everton e Wolverhampton. Tutto sommato era molto meglio giocare. "Credo sia totalmente diverso. La differenza è tutta nella gestione. Da giocatore, si pensa solo a sé stessi. Da allenatore hai molte persone intorno a te di cui devi prenderti cura. Dico sempre che ho dei cuori da gestire nel campo di allenamento  e molti di più allo stadio. Ogni decisione che si prende, ha un impatto sulle loro vite, sul loro umore e su quanto potrà accadere il giorno successivo. Sono emotivamente legato a questa squadra di calcio".

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