Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Arteta: “Fino al primo gol, partita in pugno. Tirarmi fuori da questa situazione è una questione d’orgoglio”

BRENTFORD, ENGLAND - AUGUST 13: Mikel Arteta, Manager of Arsenal reacts during the Premier League match between Brentford and Arsenal at Brentford Community Stadium on August 13, 2021 in Brentford, England. (Photo by Shaun Botterill/Getty Images)

Il tecnico continua a scrivere pagine nere della storia dell'Arsenal, ma non perde la fiducia.

Redazione Il Posticipo

Arteta continua a scrivere pagine nere della storia dell'Arsenal. Il tecnico esce a pezzi dalla sfida con il suo maestro Guardiola e rinverdisce un record del 1954-1955 quando i Gunners hanno perso le prime tre partite del campionato. "Riuscirci" in Premier, invece, non è affatto un buon presagio: l'unica squadra che ha perso le prime tre partite con una differenza reti di -9 è stato il Wolverhampton del 2003-04, che finì in fondo alla classifica. Panorama abbastanza demoralizzante, insomma. Arteta però è ancora fiducioso, come testimoniano le sue dichiarazioni rilasciate alla BBC.

DELUDENTE - Una prestazione deludente. C'è modo e modo di uscire sconfitti. "Il primo gol ci ha colpito nel morale.  Eravamo in pieno  controllo del gioco, la partita si era incanalata sui binari che volevamo. Il City, però, nella sua prima azione è riuscito a segnare. Nessuno è riuscito a seguire Gundogan, libero di colpire di testa. La seconda rete è perlomeno discutibile, c'è un fallo evidente su Chambers. Prende un colpo al viso. Poi, quando siamo rimasti in dieci, mi è apparso subito evidente come sarebbe andata a finire. Ero molto preoccupato perché consapevole della difficoltà di mantenere la concentrazione per il resto della gara. Non è facile essere sotto di tre reti e sapere che resta ancora un'ora da giocare contro la squadra migliore del campionato".

SOSTA - In discussione, oltre ovviamente al tecnico, anche l'approccio al match. Arteta attende la sosta per ripartire. "Non ho visto segnali preoccupanti dal punto di vista dell'atteggiamento e del linguaggio del corpo. Mi sento di ringraziare i 3000 tifosi che sono giunti a Manchester a sostenerci. Sono stati fantastici". Resta da capire cosa ne sarà del suo futuro. La sosta, in questo senso, non aiuta. C'è tutto il tempo per cambiare allenatore. "Cambiare la situazione, per me, è una questione di orgoglio ancora prima che di volontà. Molti fattori hanno influenzato le ultime settimane. Siamo in una posizione piuttosto complicata ma la sosta per gli impegni internazionali ci aiuterà, perché oltre a riordinare le idee, ci permetterà di recuperare alcuni dei top player che in questo momento sono indisponibili. Sono speranzoso: con il loro rientro, in una classifica migliore".