Arsenal, la spending review di Arteta: risparmiati 37 milioni

Le società sanno bene che una squadra deve giocare bene anche… sul bilancio. Ecco cos’ha fatto l’Arsenal sul mercato.

di Redazione Il Posticipo

Il calcio non è fatto solo di campo. Le società in un momento storico come questo devono giocare bene anche… sul bilancio. Ecco perché è indispensabile trovare le tattiche giuste anche nei piani alti per tenere i conti in ordine. E per riuscirci, di tanto in tanto fare qualche taglio qua e là, specie se si ritiene che alcune risorse siano impiegate male. In questa ottica l’Arsenal sul mercato a gennaio è riuscito nell’impresa grazie alla collaborazione del suo manager. La spending review di Arteta  degna di una finanziaria. Il Sun partendo dal tedesco e considerando le altre cessioni, fa i conti in tasca ai Gunners rivelando un risparmio di quasi 33 milioni di sterline (circa 37 milioni di euro).

APPLAUSI –  L’allenatore ha deciso di liberarsi di alcuni giocatori che riteneva di scarsa o nessuna utilità. Il primo della lista è Mesut Özil più costoso che apprezzato: non giocava da marzo dell’anno scorso, era fuori rosa ma guadagnava più di tutti. Il tedesco di origini turche, è volato finalmente al Fenerbahçe  liberando il club di un costo di 18,2 milioni di sterline annue.

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(Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

I CONTI – Il tedesco di origini turche non è andato via da solo ma in buona e costosa compagnia. Arteta ha tagliato anche Kolasinac garantendo così un risparmio di circa 100.000 £ a settimana visto che è oltre a liberarsene, la dirigenza è riuscito ad accollare anche il suo stipendio allo Schalke dove giocherà in prestito fino a fine stagione: altri 2,6 milioni risparmiati. Altri 2, sui 4,7 annuali percepiti, si risparmiano con l’addio di Mustafi, anche lui in Germania. La lista non è finita. Comprende anche anche Sokratis Papastathopulos. Il greco va via a parametro zero sulla falsariga di Ozil, con una rescissione anticipata facendo risparmiare all’Arsenal altri 2 milioni sui 4,7 totali guadagnati dal difensore.  Potare i rami secchi, fra l’altro, è un rischio assolutamente calcolato. Servirà per finanziare, almeno in parte, il prossimo mercato. E anche ad alleggerire, oltre ai conti, anche le tensioni nello spogliatoio. Chi ha lasciato il North London a gennaio non sarà rimpianto. Anzi. Basti leggere la classifica prima e dopo la… cura.

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