Arriva il primo coming-out di un calciatore inglese dopo trent’anni: “Mai pensato di dirlo mentre giocavo, dovevo sacrificare o me o il calcio”

Pochi giorni dopo che Deeney ha spiegato che secondo lui c’è almeno un giocatore omosessuale in ogni squadra, arriva il primo clamoroso coming-out di un calciatore inglese dopo trent’anni. Thomas Beattie, ex stella delle giovanili dell’Hull City, spiega perchè ha aspettato così tanto per farlo…

di Redazione Il Posticipo

La dichiarazione di Troy Deeney comincia a fare effetto, anche se non certo a livello di Premier League. Ma pochi giorni dopo che il capitano del Watford ha spiegato che secondo lui c’è almeno un giocatore omosessuale in ogni squadra, arriva il primo clamoroso coming-out di un calciatore inglese dopo trent’anni. L’ultimo era stato Justin Fashanu nel 1990 e per lui, che era stato una stella dell’Under-21 inglese, è stato un dramma calcistico e personale, terminato con il suicidio ad appena 37 anni. Ecco perchè Thomas Beattie, ex calciatore delle giovanili dell’Hull City, ha aspettato di appendere gli scarpini al chiodo per rivelare il suo segreto.

CONTRADDIZIONE – Beattie, che ha giocato per tutta la carriera in Nordamerica dopo essere arrivato negli USA con una borsa di studio, ha spiegato ad Advocate il perchè di un’attesa così lunga. “Non ho mai pensato di fare coming-out mentre ancora giocavo. Sentivo letteralmente di dover sacrificare qualcosa, o la persona che sono o lo sport che ho sempre amato. Ho usato il calcio come via di fuga e in molti modi mi ha salvato, finchè non ho raggiunto un punto in cui ho avuto una crescita personale. Ma la società mi ha insegnato che la mascolinità è legata alla sessualità e che quindi, visto che ero un atleta che faceva uno sport fisico, mi sembrava una contraddizione enorme”.

REAZIONI – Ora però la sua sessualità non è più un segreto. E sia la famiglia che gli amici lo hanno aiutato”È un processo nuovo e ancora in corso per me. L’ho detto ai miei migliori amici e alla mia famiglia tre mesi fa e poi ho deciso di intraprendere un percorso in cui ne parlo apertamente. Come atleta, è un qualcosa di cui non si parla mai, quindi voglio condividere la mia esperienza sperando che in futuro ci sarà più supporto per persone nella mia stessa situazione. Di recente ne ho parlato con i miei ex compagni di squadra che sono stati eccezionali e mi hanno trattato in maniera per nulla diversa rispetto a prima. Sanno benissimo che sono la stessa persona che ero prima di dirglielo, quindi questo mi ha fatto bene”. E la sua speranza è che faccia bene anche a molti altri…

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