Argentina, per le foto con i tifosi si tira a sorte e Messi… non è fortunato

L’Argentina è a Maiorca prima di partire per l’Arabia Saudita. La squadra ha estratto a sorte alcuni eletti per omaggiare i tifosi presenti. Con la maglia della nazionale, però, Messi non è fortunato nemmeno nel sorteggio.

di Redazione Il Posticipo

Brasile e Argentina: che sia una finale Mondiale o di Copa America o una partita qualsiasi, il clima non è mai estremamente amichevole. L’organizzazione di questo evento ha voluto che le due squadre sudamericane si incontrassero in campo neutro a Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita. E visto che la maggior parte dei convocati da Jorge Sampaoli gioca e risiede in Europa, il gruppo si è dato appuntamento a Maiorca. I tifosi e gli appassionati di calcio sono impazziti precipitandosi per i selfie con i giocatori e la squadra ha estratto a sorte alcuni eletti per omaggiare i presenti. La notizia, però, è un’altra: con l’Argentina, Messi non è fortunato nemmeno nel sorteggio.

SFORTUNA – Come riporta Infobae, in una stanza dell’hotel scelto dall’AFA per il soggiorno della squadra, i giocatori si sono riuniti e hanno scritto il proprio nome su un foglietto. A quanto pare, i giocatori consapevoli di essere i più richiesti, hanno avuto la possibilità (una sorta di candidatura spontanea) di inserire più foglietti con il proprio nome nell’urna. Uno di questi, chiaramente, è Lionel Messi (4 foglietti) mentre l’altro è Sergio Agüero (3). Ecco, quando si tratta di Albiceleste, Messi non sa neanche cosa sia la fortuna: paradossalmente il suo nome non viene estratto.

TALENTO BATTE FORTUNA – Infobae racconta il paradossale risultato delle estrazioni: Dybala, Alario, Pezzella, Ocampos e persino lo stesso Agüero, con una “candidatura” in meno del Diez, hanno vinto il giro d’onore nella hall dell’albergo a raccogliere l’affetto dei tifosi. Messi no. Pazienza, quando un fenomeno del genere non è aiutato dalla fortuna, in genere compensa con il talento e con il cuore. Il giocatore del Barcellona, infatti, si è fermato più tardi, all’uscita dell’albergo a firmare le magliette dei tifosi nel passaggio riservatogli dalla sicurezza dietro a qualche transenna.

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