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Argentina, il figlio di Caniggia fermato due volte in 24 ore per non aver rispettato l’isolamento

La vita privata dell'ex stella dell'Albiceleste è sempre stata abbastanza movimentata e anche quando si parla di figli, Caniggia non si fa mancare nulla. Stavolta però a fare notizia non è Charlotte, celebrità social in Argentina, bensì suo...

Redazione Il Posticipo

Claudio Caniggia, un vero e proprio mito del calcio degli anni Ottanta e Novanta. Veloce come il vento, letale sotto porta e...abbastanza loco. La vita privata dell'ex stella dell'Albiceleste è sempre stata abbastanza movimentata e anche di recente le polemiche tra la sua ex moglie e la sua attuale compagna sono finite sotto i riflettori. Ma anche quando si parla di figli, Caniggia non si fa mancare nulla. Stavolta però a fare notizia non è Charlotte, celebrità social in Argentina, bensì suo fratello.

FERMATO - As riporta infatti che Alexander Caniggia, uno dei figli dell'ex attaccante di Verona, Atalanta e della nazionale argentina, è stato fermato per due volte in meno di 24 ore dalla polizia argentina per non aver rispettato le restrizioni ai movimenti imposte dal governo per combattere il Covid-19. Il quotidiano spagnolo spiega che il figlio di Caniggia è stato intercettato in compagnia della sua fidanzata, la messicana Macarena Herrera, al casello di Hudson dell'autostrada tra Buenos Aires e La Plata. Fin qui tutto ok, un qualcosa che è successo a parecchi, comprese stelle del calcio come Jovic, accusato di non aver rispettato l'autoisolamento in Serbia o Mason Mount, che invece di stare in quarantena con tutto il Chelsea dopo il contagio di Hudson-Odoi ha ben pensato di andarsene al parco a giocare a pallone.

ARRESTI DOMICILIARI - Caniggia junior, però, ha fatto di meglio. Anzi, decisamente di peggio, perchè già il giorno precedente era stato pizzicato fuori da casa. Entrambe le volte, il ventisettenne non ha saputo dare alle forze di polizia una giustificazione al motivo per cui non si trovava nella sua abitazione. E tutte e due le pattuglie hanno (separatamente) richiesto per lui l'obbligo di arresti domiciliari. Insomma, non certo un comportamento irreprensibile da parte del figlio dell'attaccante argentino. Ma del resto, viste le tante storie che hanno avuto per protagonista suo padre (che, per dirne una, ai tempi dell'Atalanta si divertiva a fare gare di velocità con Doni), verrebbe da dire...buon sangue non mente.