Quando la violenza e l’orrore scendono in campo

La foto dell’arbitro del match tra Juventud de Pergamino e Independiente de Chivilcoy (quarta divisione) brutalmente picchiato a sangue nello spogliatoio ha fatto il giro del mondo. Ma non è un caso isolato.

di Redazione Il Posticipo

Immagini brutte quelle che arrivano dall’Argentina. La foto dell’arbitro del match tra Juventud de Pergamino e Independiente de Chivilcoy (quarta divisione) brutalmente picchiato a sangue nello spogliatoio ha fatto il giro del mondo. A eseguire il pestaggio i tifosi della squadra di casa, che non hanno decisamente apprezzato la direzione del signor Bruno Amiconi, trasportato assieme ai guardalinee Marcelo Acosta e Mauricio Luna all’ospedale più vicino. Sono episodi che non si dovrebbero mai associare al calcio, ma purtroppo la cronaca ci racconta che non è assolutamente il primo caso (soprattutto in Sudamerica) del genere…

Spesso sono i calciatori gli autori delle violenze…

A volte sono i calciatori a macchiarsi di violenza nei confronti del direttore di gara, come nel caso della morte di Victor Trejo, ucciso da una testata dal giocatore che aveva appena espulso in una partita amatoriale in Messico. La stessa cosa è accaduta al signor Cesar Flores, arbitro di una partita di un campionato dilettantistico di Cordoba, Argentina, freddato in campo a colpi di pistola per un cartellino rosso indesiderato. In questo caso la tragedia poteva essere doppia, dato che anche uno dei calciatori è stato ferito al petto ma per fortuna è stato portato in ospedale e si è successivamente ripreso.

…ma anche i tifosi ci mettono del loro

Altre volte, invece, come nel caso più recente, tocca ai tifosi prendersela con l’arbitro. Torniamo ancora in Argentina, in uno dei tanti derby dell’enorme provincia di Buenos Aires, quello tra Sarmiento e Sansinena. Il match si surriscalda un po’ troppo quando il signor Claudio Elichiri non concede un calcio di rigore ai padroni di casa e gli ospiti segnano sul contropiede seguente. Tra un numero imprecisato di cartellini rossi il match viene sospeso e si accende un parapiglia, durante il quale un uomo, sceso dalle tribune, colpisce in pieno l’arbitro, scatenando una vera e propria caccia all’uomo a cui il direttore di gara sfugge per miracolo. Nulla di nuovo, dunque, nelle serie minori argentine.

La violenza chiama sempre altra violenza

Ma forse il caso più assurdo e più macabro di violenza su un campo da calcio è avvenuto anch’esso in Sudamerica, nel 2013. Più precisamente in Brasile, durante un match tra squadre dilettanti, con protagonisti un arbitro ed un calciatore. Il direttore di gara ha estratto un coltello, colpendo un giocatore che, espulso, aveva causato una rissa. Il calciatore è deceduto durante il trasporto in ospedale ed il clima si è ulteriormente surriscaldato, finché i parenti del calciatore non hanno optato per una immediata vendetta, culminata in una sanguinosa esecuzione del direttore di gara, che è stato sommariamente decapitato. A dimostrazione che la violenza non fa altro che causare altra violenza.

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