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Anzhi, si chiude: l’ex squadra di Eto’o e Roberto Carlos non si iscrive al campionato e sta per fallire…

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La squadra russa, della città di Machačkala nel lontano Daghestan, è in crisi tecnica e finanziaria, sull'orlo del fallimento. E pensare che per qualche anno sembrava poter essere la nuova "isola felice" del calcio milionario...

Redazione Il Posticipo

Anzhi, si chiude. Nel vero senso della parola. La squadra russa, della città di Machačkala nel lontano Daghestan, è in crisi tecnica e finanziaria, sull'orlo del fallimento. Come spiega AS, il club non è riuscito a rispettare i requisiti economici per l'iscrizione alla terza serie del campionato russo e di conseguenza rischia di chiudere i battenti per sempre. E pensare che nella sua meteorica ascesa nel calcio che conta, la maglia dell'Anzhi l'hanno indossata calciatori di un certo livello. Eto'o, Roberto Carlos, Willian, tutti attratti con salari da sogno, ma che poi hanno dovuto fare i conti con promesse di grandezza che non sono mai diventati realtà, tranne che per qualche stagione da sogno.

L'oligarca Kerimov

L'Anzhi nasce nel 1991 e non vede mai la prima serie del calcio russo fino al 2011, ma due anni dopo si trova ad Anfield per giocare una partita di Europa League contro il Liverpool. Tutto merito dell'oligarca Suleiman Kerimov, che nel gennaio 2011, proprio dopo la promozione, decide di prendere le redini del club e di creare una squadra di campionissimi nella città sul Mar Caspio. Grazie alle sue disponibilità quasi illimitate, Kerimov attrae a Machačkala un mix di campioni all'ultimo passo della loro carriera (come Eto'o, che arriva dall'Inter, o Roberto Carlos) e di calciatori dal futuro importante (è il caso dell'altro brasiliano Willian). E i risultati all'inizio gli danno ragione, perchè l'Anzhi nelle prime due stagioni arriva quinto e poi addirittura terzo.

Il crollo dell'Anzhi

Nelle due campagne europee i russi arrivano in entrambi i casi agli ottavi di finale di Europa League, anche se nella stagione 2013/14 il castello di carte cade. L'Anzhi comincia a non pagare e molti calciatori vengono ceduti o chiedono la rescissione del contratto. Nell'ultima parte dell'annata arrivano soltanto tre vittorie e il club chiude ultimo, tornando nella serie cadetta. L'anno successivo però ottiene di nuovo la promozione, ma è il canto del cigno. Dopo alcune stagioni sempre a rischio retrocessione e una in cui viene ripescato, l'Anzhi torna di nuovo in seconda divisione, ma non ha le disponibilità per iscriversi e quindi decide di optare per la terza. A cui ora, però, non riesce più a partecipare. Un'altra "isola felice" del calcio fatto di soli soldi che se ne va...