Sangue, fatica, sudore e lacrime: per Conte è scoccata l’ora più buia

Con il 4-1 subito contro il Watford, per Antonio Conte è decisamente scoccata l’ora più buia. E, nonostante il suo spirito combattivo, difficilmente la guerra la vincerà il pugliese.

di Redazione Il Posticipo

Fatica e sudore in una stagione e mezza di cura Conte al Chelsea non saranno di certo mancati. Sangue, beh, c’è il cattivo sangue che scorre tra l’allenatore, qualche membro della rosa e soprattutto la dirigenza. Per le lacrime, completando la frase di Churchill, probabilmente a Londra si stanno attrezzando perchè un 4-1 contro il Watford sembra proprio il last nail in the coffin, l’ultimo chiodo nella figurata e molto britannica cassa per il tecnico campione d’Inghilterra in carica. Per Antonio Conte è decisamente scoccata l’ora più buia. E, nonostante il suo spirito combattivo, difficilmente la guerra la vincerà il pugliese.

Il tecnico sfiduciato dalla proprietà…

Abramovich dal canto suo avrebbe già deciso. Una prestazione incolore contro i quasi cugini di poche miglia più a nord avrebbe causato dibattito. Un 4-1, seppur parzialmente giustificato dalla sciocca espulsione per doppio giallo di Bakayoko, forse uno dei simboli di questa annata storta del Chelsea, chiude quasi certamente tutti i giochi. E così, dopo mesi di #WengerOut, a fare le valigie da Londra sarà con tutta probabilità il tecnico ex Juventus. Un anno e mezzo intenso, in pieno stile Conte, con un campionato pressochè dominato ed una stagione successiva passata tra diverbi più o meno eccellenti e frizioni con la società. Sarebbe comunque finito tutto a giugno o più probabilmente in caso di eliminazione dalla Champions per mano del Barça, ma dalla sobria abitazione di Knightsbridge del patron sarebbe arrivata l’accelerazione finale.

…e dal suo spogliatoio

Ironia della sorte, quello che potrebbe essere l’ultimo gol subito in Premier da Conte lo segna…un ex juventino, quel Roberto Pereyra arrivato in bianconero pochi giorni dopo il clamoroso addio dell’allenatore leccese. C’è anche la firma di Deulofeu nel tabellino che consegna figuratamente all’ex CT della nazionale il foglio di via, una sorta di messaggio dalla Serie A. Non che nel suo spogliatoio Conte se la passi meglio, perchè a sentire le voci che arrivano da oltremanica l’unico fedelissimo del tecnico sarebbe ormai Azpilicueta, in netta minoranza nel partito anti-Antonio. Guidato, neanche a dirlo, da David Luiz, uno dei calciatori preferiti di Abramovich che non ha mai mandato giù la decisione di panchinare il suo pupillo.

Chelsea e Conte, due futuri in bilico

E adesso? Ci sono due futuri da dipingere. Uno è certamente a tinte Blues, perchè qualcuno sulla scottante panchina dovrà pur sedercisi. L’idea potrebbe essere quella di affidarsi ad un traghettatore fino a giugno, magari che ripeta l’exploit di Di Matteo, per poi affidare la panchina ad un tecnico di grido. Magari a quel Sarri che sembra sotto osservazione da parte del Chelsea. Senza comunque dimenticare la candidatura di Ancelotti, figliol prodigo, e quella di Luis Enrique, che andrebbe così a sfidare il suo maestro Guardiola. E per Conte? Beh, il futuro sembra molto meno azzurro, perchè il tecnico ha già risposto alla chiamata di Costacurta: vuole solo un club, in nazionale, almeno al momento, non ci torna. E allora, chi potrebbe aprire le sue porte a King Antonio? Il Milan forse, alla ricerca del nome forte da cui far ripartire il nuovo ciclo. O magari Inter, in caso di addio di Spalletti, o Roma, se Di Francesco non dovesse guadagnarsi la conferma sul campo. Chissà. Intanto il presente è buio. Pesto. E sangue, fatica, sudore e lacrime non bastano più.

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