Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Anelka racconta il suo Real…da incubo: “C’era ostilità nei miei confronti, il primo giorno…”

Anelka racconta il suo Real…da incubo: “C’era ostilità nei miei confronti, il primo giorno…”

Il francese parla del suo arrivo al Real Madrid, quello che per quasi tutti i giocatori del mondo sarebbe un sogno. Non per Anelka, che si è sentito subito respinto da uno spogliatoio importante...

Redazione Il Posticipo

Che il docufilm di Netflix su Anelka avrebbe creato polemiche, era pressochè certo. Del resto il francese è un personaggio particolare, che si è sempre sentito...incompreso. E, come riporta Goal, l'ex juventino non sembra aver dimenticato nulla della sua carriera, soprattutto i momenti negativi. Come l'arrivo al Real Madrid, quello che per quasi tutti i giocatori del mondo sarebbe un sogno. Non per Anelka, che si è sentito subito respinto da uno spogliatoio importante, che si apprestava a riempirsi di Galacticos e che aveva appena conquistato la Champions League.

INCUBO - Il transalpino racconta le sue sensazioni dell'epoca e non è certo tenero con i suoi ex compagni di squadra.  "Dopo la conferenza stampa di presentazione sono andato nello spogliatoio e mi sono messo seduto, sono stato il primo ad arrivare. Poi sono arrivati gli altri calciatori e mi dicevano 'questo è il mio posto'. Quindi io chiedevo scusa e mi sedevo da un'altra parte, poi arrivava un altro e mi diceva 'questo è il mio posto'. Sarà successo almeno 20 volte, quindi mi sono chiesto 'ma che ci faccio qui? Sono così ostili...'. Ma quell'esperienza è stata soltanto la prima di un incubo".

RIFLETTORI - Incubo. Non proprio la definizione che in molti farebbero di un'esperienza alla Casa Blanca, ma si sa, Anelka non è come tutti gli altri. Del resto, per un ragazzo giovanissimo ritrovarsi in un club così importante e con tutti i riflettori addosso non deve essere stato semplice. "Dovevo fare molti sacrifici, ma ero troppo giovane per capirlo. E su di me c'era una pressione enorme, finivo sui giornali ogni giorno. In campo le cose non giravano e non riuscivo a fare nulla, non potevo avere una vita privata. Non riuscivo a camminare per strada, qualsiasi cosa facessi il giorno dopo era sui giornali". I piccoli grandi problemi dell'essere un calciatore professionista. Ed evidentemente una situazione troppo pesante per Anelka. Non c'è dunque da sorprendersi se il suo...incubo è durato appena un anno.