Andy Cole svela il suo inferno: “Dopo il trapianto di rene sono andato in depressione e ho pensato di farla finita”

Andy Cole svela il suo inferno: “Dopo il trapianto di rene sono andato in depressione e ho pensato di farla finita”

L’ex attaccante del Manchester United si è dovuto sottoporre a un trapianto di rene nel 2017. Ma l’operazione non ha risolto del tutto i suoi problemi e ha profondamente colpito dal punto di vista psicologico il bomber che ha vinto il Treble nel 1999.

di Redazione Il Posticipo

Il nome di Andy Cole rimarrà per sempre legato a quello di Dwight Yorke. I due, con la maglia del Manchester United, sembravano…un’entità unica, al punto da guadagnarsi un soprannome colletivo: i Calypso Boys. Con i due colossi al centro dell’attacco, Ferguson è riuscito ad arrivare dove neanche Cantona si era arrampicato: la Champions e addirittura il Treble. Non sorprende dunque che Cole sia uno degli ambasciatori mondiali dello United, come merita uno dei migliori bomber della Premier della fine dello scorso millennio. Ma proprio durante un viaggio per il club, la vita dell’attaccante è radicalmente cambiata. Un virus contratto in Vietnam lo ha costretto a iniziare a vivere una situazione divenuta un inferno.

RENE NUOVO – Come racconta al Guardian, Cole ha visto le sue funzioni renali ridursi ad appena il 7% del normale e nell’aprile 2017 è stato costretto a sottoporsi a un trapianto. Il donatore è stato suo nipote, ma nonostante l’operazione riuscita il terrore non è certo terminato. “Se mi sveglio una mattina e il mio nuovo rene decide ‘ok, ora ho una crisi di rigetto’ io devo ricominciare da capo“. E la ripresa dall’operazione da questo punto di vista è stata un calvario. “Il mio rene nuovo veniva percepito come un corpo estraneo e il mio sistema di difese lo attaccava. E quindi io dovevo prendere medicine per far sì che il sistema immunitario non sconfiggesse il rene. E non so ancora oggi quanto può durare questa fase. Il mio rene potrebbe stare bene per cinque o dieci anni, ma anche collassare domattina“.

DEPRESSIONE E SUICIDIO – Una situazione che pian piano è diventata insostenibile per Cole, che continua a lottare ma ha anche avuto parecchi momenti di sconforto. E sono arrivati anche la depressione e pensieri autodistruttivi. “Dopo il trapianto ero depresso perchè era molto difficile comprendere quello che stavo passando. Ricordo di aver svuotato una borsa enorme di medicinali e piangendo pensavo ‘se voglio sopravvivere un altro giorno, ecco quello che devo fare. Per tutta la vita. E non sono sicuro di poter continuare’. E dopo questa storia non sarò mai più la stessa persona. Ho alti e bassi e le medicine hanno sempre effetti diversi. E non lo auguro a nessuno, perchè è un’esperienza che rischia anche di distruggere la vita familiare“. Ma nonostante tutto, Cole guarda al futuro con un pizzico di ottimismo. “Ho festeggiato i miei 48 anni capendo meglio quali sono le difficoltà che sto affrontando. E sono fortunato di potermi svegliare ogni giorno“. Non sarà il massimo della vita. Ma almeno è vivere.

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