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Andy Cole, il trapianto del rene e la depressione: “Gli ultimi 5 anni sono stati una tempesta di m***a. Un giorno stai bene, quello dopo non riesci ad alzarti”

Da qualche anno la vita dell'ex attaccante del Manchester United è radicalmente cambiata. Un virus contratto in Vietnam lo ha costretto al trapianto del rene, ma anche l'operazione non ha risolto i problemi. E sono arrivati anche la depressione...

Redazione Il Posticipo

Il nome di Andy Cole rimarrà per sempre legato a quello di Dwight Yorke. I due, con la maglia del Manchester United, sembravano...un'entità unica, al punto da guadagnarsi un soprannome colletivo: i Calypso Boys. Con i due colossi al centro dell'attacco, Ferguson è riuscito ad arrivare dove neanche Cantona si era arrampicato: la Champions e addirittura il Treble. Non sorprende dunque che Cole sia uno degli ambasciatori mondiali dello United, come merita uno dei migliori bomber della Premier della fine dello scorso millennio. Ma proprio durante un viaggio per il club, la vita dell'attaccante è radicalmente cambiata. Un virus contratto in Vietnam lo ha costretto a iniziare a vivere una situazione divenuta un inferno.

RENE NUOVO - Come racconta al Guardian, è stato necessario trapiantargli un rene, ma anche l'operazione non ha risolto i problemi. Il rischio, in questi casi, è che a un certo punto il nuovo organo semplicemente smetta di funzionare. Una situazione che pian piano è diventata insostenibile per Cole, che continua a lottare ma ha anche avuto parecchi momenti di sconforto. E sono arrivati anche la depressione e pensieri autodistruttivi. "Gli ultimi 5 anni sono stati una tempesta di m***a. Però sono ancora qui e questa è la cosa più importante. Le persone spesso non capiscono quali difficoltà si affrontano con questa malattia. Guardano un paziente che ha avuto un trapianto e dicono: 'Stai bene, hai un bell'aspetto'. Certo, da fuori può essere vero, ma internamente no: devi combattere con i farmaci e con il tuo umore".

DEPRESSIONE - Una questione complicata, che lo ha portato a continui sconvolgimenti psicologici. "Un giorno ti senti incredibilmente bene, quello dopo invece come un sacco di m***a. Come lo scorso mercoledì quando mi sono chiesto: 'Cosa ho fatto martedì per sentirmi così oggi?'. Niente. Quel mercoledì mi sentivo malissimo ed era impossibile alzarsi dal letto. Giovedì stavo di nuovo bene". E certamente l'emergenza coronavirus non migliora le cose..."È sempre più difficile, ogni giorno che passa. Quando hai questo problema hai bisogno di uscire, di fare esercizio fisico e di stare con le persone. E' dura se sei costretto a rimanere a casa in uno spazio limitato senza poter socializzare. Trovavo confortante parlare con qualcuno attraverso una chat, ma non è la stessa cosa di uscire fuori di casa per ridere e scherzare con altra gente".