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Andreazzoli e l’Empoli contro il passato: “Contento Dionisi sia al Sassuolo o non sarei qui. Su Traorè…”

FLORENCE, ITALY - FEBRUARY 03: Aurelio Andreazzoli during the "Panchina D'Oro Prize" award at Centro Tecnico Federale di Coverciano on February 3, 2020 in Florence, Italy.  (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

L'Empoli viaggia a Sassuolo per incontrare...il suo passato. I neroverdi sono guidati da Alessio Dionisi, che ha portato i toscani in Serie A per poi accettare l'offerta degli emiliani e lasciare la panchina ad Andreazzoli..

Redazione Il Posticipo

L'Empoli viaggia a Sassuolo per incontrare...il suo passato. I neroverdi sono guidati da Alessio Dionisi, che ha portato i toscani in Serie A per poi accettare l'offerta degli emiliani e lasciare la panchina ad Andreazzoli. Che finora sta facendo bene, visto che la sua è la miglior neopromossa, classifica alla mano. Il match del Mapei però serve ripartire dopo la sconfitta (con tanto di polemiche arbitrali) contro l'Inter. E in conferenza stampa il tecnico presenta la partita guardando avanti, ma anche un po' indietro.

PASSATO - Partendo dal fatto che proprio l'addio di Dionisi gli ha aperto le porte del ritorno a Empoli. Ma chissà se la conoscenza dell'avversario da parte del tecnico del Sassuolo non possa essere un problema per i toscani..."Speriamo di no, me lo auguro. Ho conosciuto e apprezzato Dionisi. Ci ha aiutato a essere in Serie A. Lo considero una persona amabile, abbiamo parlato un po' e mi aveva chiesto un consiglio che gli ho dato. Poi ha fatto una scelta che non discuto. Sono contento che l'abbia fatta, altrimenti non sarei stato qui. Sta confermando di essere un ottimo allenatore e il tempo darà poi la sua sentenza". Un altro protagonista conosciuto da Andreazzoli è Traorè, già incontrato nell'esperienza precedente a Empoli. Ma per Andreazzoli l'ivoriano non gli deve molto per la carriera che sta avendo. "Deve molto a se stesso e ai suoi genitori. Noi abbiamo fatto solo il nostro lavoro, cercando di alzare la qualità dei calciatori che abbiamo a disposizione, per fare bene a loro, alla squadra e alla società. Siamo l'Empoli, non dobbiamo e non possiamo raccogliere energie da fuori, ce le dobbiamo creare all'interno. Speriamo di dare ad altri la possibilità di giocare poi in posti più importanti".

PRESENTE - Al netto delle polemiche post-Inter, l'Empoli è la squadra che ha il maggior tempo di gioco effettivo della Serie A. Una caratteristica legata anche alle scelte del tecnico, sempre molto attento al comportamento dei suoi. Ma che arriva anche da quello che ha lasciato proprio Dionisi. "Ricordo il campionato di B quando sono venuto qui. Siamo arrivato primi sia in classifica che nel fair play. Non abbiamo nessuna ammonizione per proteste e si va verso quella direzione anche in campo, dove non rimaniamo mai a terra per fare scena. Per questo alla fine siamo tra le squadre che giocano di più, parlando di tempo effettivo". A questo punto, la domanda si pone: può l'Empoli diventare il nuovo Sassuolo? E il match può essere considerato uno scontro diretto? "Non devo dirlo io. Il tempo e i risultati parlano. Negli ultimi anni il Sassuolo è una società che si è consolidata. Nel tempo vogliamo riuscire a darci una fisionomia di quel tipo". Un qualcosa che Dionisi di certo sa bene...