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Andreazzoli: “Ci siamo conquistati questa classifica ma la strada per la salvezza è in salita”

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Il tecnico dell'Empoli, grande appassionato delle due ruote, ha tracciato un bilancio in vista della seconda parte di stagione. Invitando a non perdere il passo per raggiungere il traguardo della salvezza.

Redazione Il Posticipo

Aurelio Andreazzoli... pedala verso la salvezza. In una intervista concessa a Sky Sport, il tecnico dell'Empoli, grande appassionato delle due ruote, ha tracciato un bilancio in vista della seconda parte di stagione. Invitando a non perdere il passo per raggiungere il traguardo della salvezza.

FATICA - Andreazzoli va in bici perché la fatica gli appartiene. "Nel ciclismo la salita è importante perché mette alla prova con sé stessi. E il ciclista avverte il dolore della fatica. Ma la sofferenza porta sempre qualcosa di buono. Chi fa il mio lavoro conosce il dolore della fatica. La serie A è più complicata e faticosa della scalata in bicicletta. L'Empoli è come quel corridore che ha sacrificio, disponibilità, forza di emergere. Siamo una squadra di gregari. I ragazzi hanno la consapevolezza di poter fare tanto ma di doverlo fare tutti insieme altrimenti si è coscienti che si rischia di non raggiungere il traguardo. Di sicuro vincere a Napoli e a Torino è stato come arrivare primi sul traguardo in un tappone. A volte può anche succedere di vincere per un episodio ma non deve mai mancare il tentativo di imporsi. Entrambe le gare sono state interpretate così. I punti conquistati lasciano in eredità l'importanza della vittoria e anche la consapevolezza di essere competitivi".

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SALITA - La salvezza, restando in termini ciclistici è ancora una strada in salita. "Ci siamo conquistati questa classifica ma il traguardo non è nei punti che abbiamo adesso. Noi ci siamo meritati tutto, potrei anche dire che ci manca qualcosa ma la strada è ancora lunga. Il girone di ritorno è più duro rispetto a quello d'andata. Ci aiuta l'ambiente. Empoli è speciale, molto familiare. C'è una proprietà competente, non invadente. Corsi fa sentire la sua presenza,  è innamoratissimo del settore giovanile e si fida ciecamente dei propri collaboratori in primis il direttore sportivo. La lotta è ancora incerta, sia in alto che in basso basti osservare lo Spezia. Sembrava spacciato e si è rimesso in corsa è la dimostrazione che mai niente è finito".