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Andrè Silva, Paquetà e gli altri: in Italia incompresi, all’estero al top

Redazione Il Posticipo

Premessa: non sempre la colpa è solamente del calciatore. In questo caso, per esempio, è da dividere anche con il tecnico. L'esperienza di Henry in Serie A è stata totalmente negativa. Soprattutto osservando cosa è riuscito a fare una volta abbandonata l'Italia. Campione del mondo nel 98, nel 99 la Juventus decide di portarlo a Torino. Preso a gennaio, l'esperienza italiana dura solamente sei mesi. Un impatto difficile con il campionato, reso ancor più complicato da Ancelotti, a quel tempo tecnico della Juventus, che lo schierava regolarmente come esterno di centrocampo. Passato all'Arsenal, poi, la svolta definitiva: otto stagioni e 185 gol. Numeri da fenomeno, confermati anche al Barcellona.

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