Var, anche quando non c’è… se ne parla: caso in Romania

Var, anche quando non c’è… se ne parla: caso in Romania

Una volta abbracciato il cambiamento, tornare indietro è difficile. Chiedere alla Spagna, costretta a giocare in dieci uomini per una decisione che sarebbe stata probabilmente diversa con l’ausilio della VAR.

di Redazione Il Posticipo

Una volta abbracciato il cambiamento, tornare indietro è difficile. Nonostante le infinite polemiche legate all’introduzione della VAR, risulta difficile adesso pensare ad una partita in cui un rigore netto non venga assegnato. Le polemiche, si sa, non finiranno mai, ma quanto meno le ingiustizie sul campo di calcio sono sensibilmente diminuite. Chissà quanto ci ha pensato Robert Moreno, tecnico della Spagna, costretto a giocare ingiustamente la parte finale di gara contro la Romania con dieci uomini.

VAR – Un’espulsione ingiusta, data a Llorente dall’arbitro Aytekin, per aver interrotto fallosamente una chiara occasione da rete dei padroni di casa sul risultato di 2-1 per la Spagna. A velocità normale, nessuna critica da fare all’arbitro. Arriva, poi, però, il replay a disposizione di tutti i telespettatori, che delinea come il fallo compiuto dal difensore sia tutto tranne che netto: l’espulsione, quindi, appare decisamente esagerata. Peccato che la Var non sia prevista nelle qualificazioni  ma prevista solo per le fasi finali di Euro 2020. Dunque, l’arbitro scoprirà il suo errore solo dopo essere rientrato negli spogliatoi.

ROSSO – Un rosso che, alla fine dei conti, passerà inosservato: la Spagna  è comunque riuscita a mantenere il vantaggio e conquistare i 3 punti. Impossibile, però, non chiedersi cosa sarebbe successo se la Romania fosse riuscita a sfruttare l’ingiusta superiorità numerica. Nei campionati, ormai, ci si è abituati all’interruzione del gioco per far chiarezza su episodi dubbi o decisioni drastiche, come può essere un calcio di rigore o un’espulsione. In un periodo in cui tutti possono rivedere le azioni di gioco, dai telespettatori seduti sul divano ai tifosi allo stadio, risulta strano che l’unico non in possesso del replay sia l’arbitro, ovvero la persona che più dovrebbe vederlo.

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