Anche l’immortale Ibra…fa il compleanno!

Di Ignazio Castellucci. Ibra compie oggi 37 anni. Uno dei calciatori più amati e più…detestati, idolo di tifosi d’ogni dove, ora punta di diamante del Los Angeles Galaxy.

di Ignazio Castellucci

Ibra compie oggi 37 anni. Uno dei calciatori più amati e più detestati, idolo di tifosi d’ogni dove e particolarmente, dalle nostre parti, di quelli di Inter, Milan, Juventus (anche se magari in momenti diversi). Uno dei calciatori più bravi e completi di tutti i tempi, con oltre 500 gol ad oggi segnati in oltre 800 partite, è anche titolare di primati che ne sottolineano l’eclettismo e anche, se vogliamo, il carattere per nulla tranquillo: ha giocato in Champions League con sette squadre diverse (e segnato con sei tra queste), ha vinto coppe e trofei di ogni tipo in cinque prime divisioni (olandese, italiana, spagnola, francese, inglese); ha segnato gol memorabili. Una vita passata a cercare un posto dove fermarsi, ora si gode una tappa del suo viaggio verso il fine carriera al sole della California, come punta di diamante del Los Angeles Galaxy.

SVEDESE MA NON TROPPO – Il calciatore svedese più rappresentativo delle ultime decadi è uno svedese atipico; o se vogliamo è uno svedese di tipo nuovo, nella Svezia multietnica di oggi. Un omone per nulla tranquillo, figlio di immigrati jugoslavi che abitavano nei sobborghi di Malmö, Ibra è uno svedese non tradizionale. Le difficoltà di un’infanzia non agiata, la fame, la rabbia e la voglia di arrivare lo hanno portato sul tetto del calcio svedese e mondiale con una sfilza di record (li trovate elencati, sotto il suo nome, su Wikipedia): “Io non ero biondo, non mi chiamavo Larsson, non ero di buona famiglia. Per me è stata dura e molto ho fatto con le mie forze, con la mia determinazione. Questa condizione di diversità mi ha dato molta carica, molta voglia di riscatto. Volevo riuscire, sono riuscito” sono sue note esternazioni.

CARATTERACCIO – Un caratteraccio, incazzoso, a volte rissoso. Crescendo, con la pratica delle arti marziali (è cintura nera di Taekwondo) e con i primi successi sportivi deve essere arrivato a una certa maturità, che gli ha permesso – pur non riuscendoci proprio sempre – di imparare a governare l’aggressività che ha segnato la sua infanzia di bambino e adolescente “fuori posto”. Suo padre ancora oggi lo segue nelle sue attività professionali, mentre sua madre ancora continua – o così si narra, forse un po’ calcando la mano sulla narrazione del sogno svedese realizzato di una famiglia di emigranti – a fare le pulizie in alcuni locali pubblici svedesi (“altrimenti mi annoierei”, pare abbia detto). Chissà se è del tutto vero.

MOGLIE – Un ruolo certamente stabilizzante nella sua vita lo ha da quasi venti anni sua moglie, Helena Seger, ex-fotomodella e volto televisivo molto noto in Svezia, di unidici anni più grande di lui e madre dei loro due figli, con cui ha costruito una famiglia solida e attenta a proteggere la propria riservatezza: un porto sicuro, che gli permette di restare in equilibrio pur con il genio e la sregolatezza che mostra in campo. Per lui, lei ha rinunziato alla sua carriera nello show-biz; o almeno vi ha rinunziato temporaneamente – finché lui non attaccherà gli scarpini al chiodo, dopo aver chiuso il cerchio della sua carriera tornando a giocare al Malmö, con cui tutto è iniziato, tornando in Svezia dove sia Ibra che Helena vogliono trovare il buen retiroGlielo auguriamo di cuore, a lui e famiglia.

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