Madrid, anche la bandiera dell’Atletico si arrende…

Madrid, anche la bandiera dell’Atletico si arrende…

La sconfitta contro l’Eibar viene riflessa dalla bandiera colchonero issata all’ingresso del Wanda Metropolitano. Così come quella non resiste al temporale, la squadra non resiste all’Eibar.

di Redazione Il Posticipo

Favorite, sfavorite sulla carta. Poi a calcio si gioca sul campo e la sfida persa contro l’Eibar ne è la dimostrazione. L’Atletico Madrid, è vero, non è nel miglior periodo di questo decennio ma può comunque contare su una rosa davvero molto importante. Il simbolo, l’identità. L’attaccamento. Los Huevos. Rotte nel paniere. E anche i simboli iniziano a cedere.

SIMBOLO – Non è sempre la rosa a fare la differenza e l’immagine di questo Atletico che esce a pezzi contro l’Eibar viene riflessa dalla bandiera colchonero issata all’ingresso dello stadio. Così come quella non resiste al temporale, la squadra non ha resistito all’Eibar.  Non è bastato neanche un Oblak impeccabile come al solito. Il portiere prende tutto il prendibile ma comunque non basta. Ancora una sconfitta. E l’incapacità, ormai cronica, di andare in gol. Un copione si ripete fino alla noia. E questo copione è quello che ben pochi potevano immaginare in estate.

BRANDELLI – Joao Felix è l’unico che prova a portare un po’ di luce tra i colchoneros di movimento. Inventa, dribbla, tira di destro e di sinistro. Gli altri poco o niente. Correa, Morata non fanno la differenza. E davanti alla porta avversaria si dorme. Si cerca Cavani e non a torto. L’ Eibar ha piazzato un 1-2 da KO tecnico. Tanto per ricordare a tutti che tempo fa nella parte colchonera di Madrid. Tempo da lupi che riduce in brandelli la bandiera dell’Atletico Madrid issata all’entrata del Wanda Metropolitano, in quel momento deserto perché la squadra giocava in trasferta. Immagini poetiche, simbolismi che richiamano a una realtà che in pochi potevano immaginare.

 

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