Anche Ibra…può fallire: la sua linea di abbigliamento chiude dopo due anni

Incredibile ma vero, anche Ibrahimovic…può fallire. Non certo in campo, ma se indubbiamente Zlatan è nato per fare il calciatore, per quel che riguarda il fiuto per gli affari forse c’è più di qualcosa da migliorare.

di Redazione Il Posticipo

Incredibile ma vero, anche Ibrahimovic…può fallire. No, non in campo, dove è davvero complicato trovare qualcosa che non vada nel verso in cui desidera il colosso di Malmö. Ma se indubbiamente Zlatan è nato per fare il calciatore, per quel che riguarda il fiuto per gli affari forse c’è più di qualcosa da migliorare. Dalla Svezia arriva infatti la notizia che la A-Z, il brand di abbigliamento sportivo che il giocatore dei Los Angeles Galaxy ha creato nel 2016 assieme all’azienda norvegese Varner, non esiste più. Dopo due anni in perdita, come riporta la versione scandinava di Business Insider, la produzione è stata interrotta.

DELUSIONE – E dire che due anni fa Zlatan era decisamente riuscito a catalizzare l’interesse del mondo intero sull’annuncio della nascita della A-Z. Il cui nome, per inciso, stava per “from Amateur to Zlatan”, “da dilettante a Zlatan”. Lo svedese aveva infatti presentato il marchio durante una conferenza stampa in cui tutti si aspettavano che Ibrahimovic rivelasse il nome del suo prossimo club e invece si sono ritrovati ad assistere al lancio di una marca di vestiti. Stunt pubblicitario assolutamente ben riuscito, ma che a quanto pare non ha avuto molto effetto sulle vendite. Che all’inizio dovevano avvenire solamente online ma che poi, per evitare il collasso del brand, si sono inutilmente spostate in negozi…fisicamente esistenti.

POCO FIUTO PER GLI AFFARI? – Mercato batte Zlatan uno a zero, dunque. Anzi, facciamo due, perchè non è il primo caso di un marchio che fallisce nonostante una connessione importante con lo svedese. Il destino della A-Z è in tutto e per tutto simile a quello di Zlatan Unplugged, un’applicazione progettata nel 2013 con l’obiettivo di diventare il contenitore ufficiale ed esclusivo delle dichiarazioni di Ibrahimovic. Dopo quasi quattro anni, la United Influencers ha smesso di mantenerla attiva a causa di perdite che, secondo Business Insider Nordic, si aggiravano sui tre milioni di euro. Altra dimostrazione dunque che lo svedese può funzionare come testimonial, ma un po’ meno come uomo d’affari. Meglio continuare a far parlare di sè attraverso i gol e le interviste. Due campi in cui Zlatan è decisamente più prolifico.

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