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Ancelotti, ennesimo richiamo: “Impossibile giocare così tanto ed essere sempre al massimo livello”

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Il tecnico ha individuato nella stanchezza e nel calendario troppo fitto le cause di una prestazione opaca in cui c'è da salvare solo il risultato.

Redazione Il Posticipo

Il Real Madrid stenta e non poco prima di avere ragione dell'Elche e trova la vittoria e la vetta della classifica al netto di una sfida molto contestata da parte dei padroni di casa, rimasti in inferiorità numerica. Ancelotti ha individuato nella stanchezza e nel calendario troppo fitto le cause di una prestazione opaca in cui c'è da salvare solo il risultato. Le sue parole sono riprese da Movistar.

PRATICO - Un Real Madrid molto più pratico che bello, ma mai come in questo caso contava il risultato. "Ci siamo complicati la vita ma fortunatamente abbiamo tre punti in piùNon è stata una spettacolare, non poteva neanche esserla, ma abbiamo giocato una buona partita. Bisogna prendere atto che non è possibile giocare con la stesa intensità ed energia di inizio settimana. Questo non è un problema per il Real Madrid, ma per tutte le squadre. Non è possibile per nessuno giocare ai massimi livelli con due giorni e mezzo di riposo. E la fatica ci ha portato anche a non gestire bene la partita. Se sei sotto 0-2 con un uomo in più non puoi pensare che sia finita”

GRUPPO - Al netto del risultato, colpisce anche l'abbraccio del gruppo alla fine della partita. La sensazione è che Ancelotti sia amatissimo: "Non so perché mi vogliano bene dovremmo chiederlo a loro. Ho avuto sempre questo tipo di approccio con i calciatori, mi affeziono a ciascuno di loro. E spiego sempre che quando è il momento delle scelte, mando in panchina il giocatore, non certo la persona. Dal punto di vista professionale poi, c'è un altissimo livello. Non si vince così tanto e a lungo a caso.

VINICIUS - Ancora una volta decisivo Vinicius: il suo talento è definitivamente sbocciato. "Ho sempre detto di non essere un mago. Mi sono limitato a dargli quella fiducia necessaria per credere in sé stesso e se la sta meritando tutta. Sta anche crescendo dal punto di vista tattico, si è abituato sia a puntare l'uomo che a dettare la profondità nel passaggio. Sta imparando in fretta e molto bene. Per quanto riguarda la nazionale brasiliana, la decisione che prendono in Brasile sono di un mio amico e non le commento".