Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Amnesty International obiettivo raggiunto: dialogo con la Premier

WOLVERHAMPTON, ENGLAND - OCTOBER 02: Newcastle United fans react during the Premier League match between Wolverhampton Wanderers and Newcastle United at Molineux on October 02, 2021 in Wolverhampton, England. (Photo by Naomi Baker/Getty Images)

I dirigenti della massima espressione del calcio inglese hanno accettato di incontrare i vertici dell'associazione umanitaria  per discutere di una revisione del test dei proprietari e dei direttori dopo l'acquisizione del Newcastle.

Redazione Il Posticipo

Amnesty ha richiamato l'attenzione della Premier League e ha ricevuto una risposta. I dirigenti della massima espressione del calcio inglese hanno accettato di incontrare i vertici dell'associazione umanitaria  per discutere di una revisione del test dei proprietari e dei direttori dopo l'acquisizione del Newcastle sostenuta dai sauditi e approvata non senza polemiche da parte dei club.

LETTERA - Come riportato dalla BBC, Amnesty ha scritto all'amministratore delegato della Premier League Richard Masters dopo l'acquisizione avvenuta tre settimane fa chiedendo che nel test di approvazione siano aggiunte delle clausole che includano lo studio su eventuali violazioni dei diritti umani. La Premier League afferma di avere "assicurazioni legalmente vincolanti che il Fondo per gli investimenti pubblici (PIF) del paese ha un controllo dell'80% del club, non dello stato saudita, nonostante il principe ereditario Mohammed bin Salman sia anche presidente del PIF. Resta inteso che la Premier League è disposta ad ascoltare le preoccupazioni di Amnesty e condurrà una revisione del test dei suoi proprietari e direttori come spesso accade dopo un'acquisizione".

SODDISFAZIONE -  Sacha Deshmukh, amministratore delegato ad interim di Amnesty International UK, ha espresso la propria soddisfazione: "Siamo ovviamente lieti che la Premier League sia disposta a parlare di queste proposte come punto di partenza per quello che speriamo sia un processo che porti a un notevole rafforzamento delle regole in materia di governo del calcio. Le attuali regole su chi possiede e gestisce le squadre di calcio inglesi sono tristemente inadeguate, senza alcun divieto di proprietà per coloro che sono complici di atti di tortura, schiavitù, traffico di esseri umani o persino crimini di guerra. Siamo ansiosi di discutere con Richard Masters. Abbiamo diverse idee per proporre un test per proprietari e amministratori in modo che vi siano garanzie e tutto sia conforme sia al rispetto dei diritti umani, sia che possa aiutare a eliminare i proprietari non idonei complici nelle violazioni dei diritti umani, nonché a ridurre il lavaggio sportivo e in generale a migliorare la governance all'interno del gioco. "