Amburgo, la grande fuga: dopo il suicidio sportivo, gli sponsor abbandonano in massa il club

Amburgo, la grande fuga: dopo il suicidio sportivo, gli sponsor abbandonano in massa il club

A poche ore dalla mancata possibilità di accedere agli spareggi per tornare in Bundesliga, il Dinosauro del calcio tedesco si scopre infinitamente più povero. La certezza della mancata promozione arriva come un macigno, perchè tutti gli sponsor principali hanno abbandonato il club sei volte campione di Germania.

di Redazione Il Posticipo

A poche ore dalla mancata possibilità di accedere agli spareggi per tornare in Bundesliga, il Dinosauro del calcio tedesco si scopre infinitamente più povero. Le cose sembrano andare sempre peggio per l’Amburgo, che ha da poco vissuto in campo l’ultimo di una serie di psicodrammi calcistici iniziati con la retrocessione in Zweite Bundesliga. Per il secondo anno consecutivo la squadra non è riuscita a risalire nella massima divisione, mancando un accesso ai playoff che sembrava ormai certo per giocarsi il tutto per tutto in un Derby del Nord contro un Werder Brema altrettanto derelitto. E invece l’1-5 casalingo contro il Sandhausen ha rovinato tutto.

SPONSOR – E non solo dal punto di vista del campo, perchè la certezza della mancata promozione arriva come un macigno sulle casse dell’Amburgo. Come spiega la Bild, nella data fatale del 30 giugno c’è un vero e proprio fuggi-fuggi dal Volksparkstadion. Praticamente tutti gli sponsor principali hanno abbandonato il club sei volte campione di Germania, tranne l’Adidas, con un contratto che scade nel 2022 ma che al momento sembra davvero difficile venga prolungato. Ma non basta lo sponsor tecnico a tenere i conti in ordine nel momento in cui il club è ancora invischiato nei meandri della seconda divisione, soprattutto considerando che l’altro grande accordo è stato rescisso in anticipo.

FUGA – Anche Emirates, che presenta il suo logo sulle maglie dell’Amburgo da ormai 14 anni, aveva rinnovato il contratto di sponsorizzazione fino al 2022, ma con una clausola: in caso di mancato ritorno in Bundesliga entro il 2020, la collaborazione sarebbe terminata. E la Bild conferma che gli sceicchi hanno optato per lo stop, anche se il club cercherà di convincere la compagnia aerea a concedere un altro anno per tentare la risalita. E anche il proprietario dei diritti sul nome dello stadio si è stancato della situazione. L’imprenditore Klaus-Michael Kühne, che ha versato 4 milioni sin dal 2015 per i naming rights dell’impianto, ha deciso anche lui di non rinnovare la partnership. E con queste premesse, il ritorno…del Dinosauro sembra sempre più roba da fantascienza…

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