Amauri: “Ho imparato tanto da Hubner. Cassano il più imprevedibile, alla Juve nel momento sbagliato”

Amauri: “Ho imparato tanto da Hubner. Cassano il più imprevedibile, alla Juve nel momento sbagliato”

Il centravanti brasiliano ripercorre la propria carriera raccontando diversi aneddoti.

di Redazione Il Posticipo

Amauri, uno dei migliori attaccanti fra il 2005 e il 2010 è stato ospite di casa Sky Sport. Il centravanti  ha parlato della sua carriera, raccontando diversi aneddoti. “Sono dell’avviso che si debba ripartire. Io credo che se il campionato non ricomincerà ci sarà molto da parlare. Dopo che ho smesso, mi sono dedicato alla famiglia e ora voglio diventare un talent scout. Sento ancora molti ragazzi del Palermo. Specialmente con Miccoli e Cavani. Sento anche Alex Del Piero. Ho un buon rapporto con tutti. Ho imparato tanto da Hubner. Cassano era decisamente il compagno più imprevedibile”.

INIZI  – Il brasiliano adesso è a Miami. “La mia esperienza in serie A è stata fantastica. Sono arrivato dopo che in Svizzera qualcuno mi ha lasciato lì senza pagare neanche l’albergo. Poi il Napoli mi ha dato l’opportunità di realizzare un sogno, ma i primi anni sono stati difficili. Ho avuto una grande continuità dal 2005 in poi. Sono legato a Palermo, dove mi riuscivano anche le cose che provavo in allenamento. Sarà un amore eterno. Credo che Guidolin sia stato l’allenatore capace di esaltare maggiormente le mie caratteristiche e anche al Chievo mi è riuscito tutto molto bene”.

JUVENTUS  –  La Juventus è stata una esperienza rivedibile. “Rifarei tutto di nuovo anche se non è andata benissimo. Diciamo che sono arrivato nel momento sbagliato. Quella Juventus non era assolutamente la società che è gestita oggi grazie all’arrivo di Agnelli. Nel 2009 e nel 2011 non era come adesso, purtroppo. Poi Marotta aveva scelto i suoi giocatori, ed io non ho avuto l’occasione di giocare. Ho rifiutato il Marsiglia e sono finito fuori rosa. Comunque non ho rimpianti”.

TORINO –  Un suo gol al Milan, con la maglia della Fiorentina,  ha lanciato la Juventus verso lo scudetto. “E pensare che sarei dovuto andare a Milano. Poi il calcio è strano ho segnato solo un gol, proprio al Milan e nel contempo la Juventus ha vinto a Palermo”. La serenità è stara ritrovata a Parma. “Siamo riusciti a salvarci alla grande. Tutti pensavano che saremmo andati in B invece abbiamo centrato la permanenza con grande anticipo”. Poi a Torino. “Pensavo sarebbe stato difficile, ho subito chiarito il rapporto con gli Ultras che non mi avevano dato il benvenuto. Il Toro ha una grande storia e una grande maglia. Ho vissuto una grande esperienza anche in Europa League. Poi è arrivato Ventura aveva le sue idee, pensava fossi più utile ai giovani, ma va bene così”.

 

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