Alphonso Davies e quella frecciatina…a McDonald’s: “Una volta ho fatto domanda per lavorare da voi, ma non mi avete mai richiamato!”

Sono pochi quelli che alla fine riescono a far diventare il calcio un lavoro e spesso accade che alla soglia dei vent’anni ci siano ragazzi che sono costretti a tornare nel mondo…normale. E se i genitori fanno sempre tanti discorsi sulla necessità di studiare, c’è anche chi…cercava occupazione per conto suo.

di Redazione Il Posticipo

Tutti i calciatori, quando diventano “grandi”, spiegano che il loro sogno è sempre stato quello di sfondare nel mondo del pallone. Comprensibile, visto che, come si suol dire, si viene pagati (e anche bene) per fare quello che si ama. Ma è anche vero che sono pochi quelli che alla fine riescono a far diventare il calcio un lavoro e spesso accade che alla soglia dei vent’anni ci siano ragazzi che hanno sfiorato i grandi palcoscenici ma poi sono costretti a tornare nel mondo…normale. E se i genitori fanno sempre tanti discorsi sulla necessità di studiare e di prendere un diploma, c’è anche chi…cercava occupazione per conto suo.

LAVORO – Strano a dirsi, ma Alphonso Davies aveva paura di non farcela. Il canadese, stella del Bayern Monaco del Triplete e uno dei giovani d’oro del calcio mondiale, non era poi così convinto che sarebbe diventato qualcuno e quindi ha cercato un lavoro alternativo. E per un ragazzo giovanissimo, uno degli sbocchi tipici è quello dei fast-food. Dunque, come ha spiegato sul canale YouTube “Jordyn & Alphonso“, che gestisce con la sua fidanzata Jordyn Huitema, il terzino ha risposto a un annuncio di ricerca lavoro da parte di uno dei colossi della ristorazione rapida. Ma, come accade spesso nei provini dei colleghi, è stato…respinto.

MCDONALD’S – Dunque, ora che Davies è una stella, cosa c’è di meglio che prendere in giro chi non ha creduto in lui? “Voi di McDonald’s, se mi state guardando, con tutti i miei trofei, ricordatevi che una volta ho fatto domanda per lavorare in uno dei vostri ristoranti. Ma non mi avete mai richiamato!”. Certo, complicato immaginare il canadese alle prese con hamburger e patatine. E Davies non ha neanche spiegato chiaramente quando ha cercato di ottenere quel lavoro, dunque potrebbe anche trattarsi di una battuta spiritosa da parte del ragazzo. Ma considerando la sua storia e che è nato in un campo profughi in Ghana, le possibilità che al calciatore sia venuto in mente di doversi trovare davvero un’occupazione sono alte. In ogni caso, niente panini. Al massimo, Davies si mangia il campo…e gli avversari!

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