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Allo United…rimpiangono ancora Anderson: “Poteva essere il migliore al mondo, ma era pazzo per il fast food”

(Photo by Alex Livesey/Getty Images)

Il brasiliano Anderson sembra destinato a una carriera stellare. Nel 2007 lo compra il Manchester United, ma a Old Trafford il centrocampista non sarà mai più di un buon comprimario. Tutta colpa di un amore per il cibo...esagerato.

Redazione Il Posticipo

Il miglior giocatore dell'edizione 2005 del mondiale under-17, una stella in divenire che però non ha mai mantenuto le promesse iniziali. A vincere il premio è il brasiliano Anderson, che sembra destinato a una carriera stellare. Nel 2007 lo compra il Manchester United, ma a Old Trafford il centrocampista non sarà mai più di un buon comprimario, pur arricchendo la sua bacheca. E dopo un passaggio anche in Italia, alla Fiorentina, torna in Brasile e chiude la carriera in Turchia, all'Adana Demirspor di Balotelli, di cui ora fa parte dello staff. Eppure, se si fosse impegnato un po' di più e se avesse...mangiato di meno, il verdeoro avrebbe potuto raggiungere traguardi incredibili.

MCDONALD'S - Ne sono convinti molti dei suoi ex compagni di squadra al Manchester United. L'ultimo ad aggiungersi al coro è il portiere Ben Foster, che parlando al podcast ufficiale del club lo ha detto senza mezzi termini: "Anderson poteva diventare il miglior calciatore del mondo in qualsiasi momento, vi giuro che è così". E allora, cosa lo ha impedito? Lui stesso, a sentire Foster. "A lui semplicemente non gli interessava. Onestamente, non gliene importava nulla". Una visione simile a quella dei suoi connazionali Fabio e Rafael. I due gemelli nella loro autobiografia hanno spiegato che a rendere la carriera di Anderson meno stellare di quanto ci si aspettava è stato un amore per il cibo che lo portava a comportamenti...quasi assurdi. "Quando eravamo sul pullman della squadra e poteva capitare che passassimo in una stazione di servizio sull'autostrada e che lui cominciasse a urlare come un pazzo 'McDonald's, McDonald's'. Era folle, ma gli volevamo bene. Se gli davi un pallone da calcio e poteva giocare con tranquillità, magari durante una buona serie di prestazioni, era uno dei più forti calciatori della Premier League".

MIGLIORE - Un modo di vivere che gli ha creato difficoltà, come spiega Fabio. "Ha avuto molti problemi di infortuni importanti, che si sono aggiunti a quelli che aveva sia nell'orario che nel suo modo di mangiare. E queste cose pian piano hanno cominciato ad avere effetto su di lui. Non era un caso che la sua forma migliore la raggiungesse quando giocava parecchie partite di seguito, perchè quello era uno dei momenti in cui non poteva mangiare troppo". E Rafael ha un'idea che collima perfettamente con quella di Foster. "Dirò una cosa su di lui: se fosse stato un calciatore più professionale, poteva diventare il migliore del mondo. E lo dico assolutamente in maniera seria, non so se lui ci ha mai pensato qualche volta. Ma gli piaceva avere una vita facile e semplice". E il fast food...