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Solo Allegri può rilanciare questa Juventus

Presunzione, lunghe pause e scarsa fame. Questa la diagnosi della Juventus attuale. L'unico medico possibile? Il dottor Max Allegri.

Vincenzo Marangio

"Presunzione, lunghe pause e scarsa fame. Se oggi un ipotetico dottore mandato da Eupalla andasse a visitare la Juventus, farebbe questa diagnosi. Che qualcosa si sia inceppato in quella che è una macchina perfetta, è innegabile, ma è altrettanto innegabile che non sembra un male cronico, bensì una concausa di malesseri che si riacutizzano ogni qualvolta c'è da fare sul serio. Un po' come un atleta che sente dolore solo quando comincia a correre. Ecco, quest'anno, fino ad ora, quando la Juventus deve correre sente dolore.

Le cause del malessere della Juventus

"La condizione fisica non è più un problema. Lo sarà stato in occasione della sconfitta nella finale di Supercoppa contro la Lazio, sarà stata in parte determinante nella sconfitta contro il Barcellona al Camp Nou, ma da inizio novembre, la macchina bianconera fisicamente è a pieno regime. Gli infortunati sono stati praticamente recuperati, a breve rientrerà anche Marco Pjaca, quindi la causa di queste flessioni non è da ascrivere alla condizione fisica. E allora il problema è di ordine tattico prima di tutto, ma soprattutto psicologico.

Cambio d'abito

"Nella passata stagione, quella che ha portato allo scudetto della leggenda, la bravura di Allegri è stata quella di capire, ad un certo punto della stagione, che andava cucito un abito su misura per la Signora: il 4-2-3-1. Vestito tattico nuovo e scintillante, per una Juventus che non solo è tornata a conquistare l'Italia ma che è arrivata molto vicina a prendersi l'Europa. Ma adesso è giunto il momento di cambiare nuovamente. Lo impongono la partenza di Bonucci (e il mancato arrivo di un sostituto dell'ex membro della collaudata BBC), quella di Dani Alves, con l'arrivo di un De Sciglio da recuperare e un Hoewedes da scoprire. Lo impone soprattutto l'età che avanza per i reduci di quella difesa impenetrabile che ora lascia più di qualche spiffero aperto.

"Il 4-2-3-1 non è più sufficiente per proteggere adeguatamente la difesa, serve un centrocampo più folto per un filtro maggiore. Non si può prescindere da Matuidi, anche a costo di impiegare qualche esterno in meno. Anche perché la carenza è dietro, non davanti, lo dicono anche i numeri: 37 gol fatti (miglior attacco) 14 gol subiti (la peggiore tra le prime 5) e, soprattutto, terzo posto in classifica (senza dimenticare che la Roma deve recuperare una partita). Quindi, cifre alla mano, è ancora la migliore difesa a fare la differenza nel campionato italiano e non l'attacco.

Allegri e la terapia di squadra

"Ma dove servirà maggiormente la mano di Allegri sarà in uno dei suoi piatti forti: il fattore psicologico. Il tecnico livornese è da sempre molto attento a giocare con la psiche dei propri giocatori, con i colloqui individuali e i messaggi che manda nelle interviste e conferenze stampa, senza mai dimenticare i social. Questa Juventus dà la netta sensazione di aver smarrito molta della cattiveria che ne contraddistingueva il marchio, probabilmente per l'appagamento di chi vince da 6 anni di fila o la presunzione di chi pensava che bastasse arrivare alla Juventus per vincere.

"Adesso, più che mai, serve l'apporto di Massimiliano Allegri e di una delle sue idee per cucire l'abito giusto della stagione.

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