Allegri, il fantasma che incombe sulle panchine di mezza Europa

Una suggestione che affascina gran parte dell’Europa calcistica.

di Redazione Il Posticipo

Altro che acciughina. Il soprannome di Allegri, complice un fisico non da corazziere, contrasta con il peso specifico  della presenza dell’ex allenatore della Juventus che ha abbondantemente dimostrato di essere uno dei migliori in panchina. E la sua mole diviene talmente ingombrante da aleggiare… su mezza Europa,

INGHILTERRA   –  Il nome di Allegri, continua ad apparire con grande regolarità nella maggior parte delle cronache sportive di mezza europa. In Inghilterra lo danno come possibile successore di Lampard al Chelsea. La serie di risultati negativi inanellati da Lampard e qualche problema di troppo con lo spogliatoio e la valorizzazione di elementi arrivati a fior di milioni rischiano di compromettere il rapporto fra la società londinese e il tecnico. La soluzione Allegri è da sempre una delle più gettonate oltremanica anche se deve vincere la concorrenza di Tuchel, a meno che non subentri la… nostalgia. E in quel caso la panchina sarebbe consegnata a Shevchenko.

SPAGNA E ITALIA – L’ombra di Allegri si sposta… sulla terraferma. Il tecnico piace molto anche in Spagna, dove le sua abilità nella gestione del gruppo potrebbero essere l’ideale per succedere al regno, che sembra ormai al termine, di Zinedine Zidane. Florentino Perez sta cercando di mantenere la pazienza con il tecnico francese che paga anche la cattiva gestione della rosa a disposizione con il deprezzamento di tanti investimenti. E se Madrid piange, Barcellona non ride. Koeman, che è già riuscito a perdere la Supercoppa di Spagna, complice le prossime elezioni è un nome già “vecchio” perché scelto dall’ex presidenza. Molto se non tutto dipenderà dalle urne. Se sarà rifondazione, si potrebbe ripartire da Xavi. In caso di rilancio, invece, Allegri è più di un’opzione.

ITALIA – Occhio, però: anche in Italia, il suo nome potrebbe tornare d’attualità.  Se ne era parlato durante il possibile addio di Conte all’Inter e durante la crisi generata dall’eliminazione in Champions. E se Conte dovesse “bucare” anche l’obiettivo campionato il nome del tecnico toscano tornerebbe prepotentemente di moda. Senza dimenticare che anche a Torino c’è ancora una piccola ma consistente e agguerrita sacca di juventini che non lo hanno dimenticato e prima del gol di CR7 in Supercoppa rimpiangevano.

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