La grande bellezza di Allegri

Chi lo dice che la bellezza non possa risiedere anche nelle capacità strategiche di Allegri, che ama scegliere le battaglie giuste da vincere per vincere la guerra e che dosa al millesimo le forze di tutti i giocatori di tutta la rosa?

di Vincenzo Marangio

Un solo gol subito nelle ultime quattordici partite. Cinque gare consecutive senza subire reti. Quella solidità perduta, cercata e poi ritrovata. A un punto dal Napoli capolista di Serie A (ma con il primo scontro diretto vinto al San Paolo senza subire peraltro reti), con un piede e mezzo in finale di Coppa Italia (dopo aver espugnato Bergamo con il medesimo risultato di Napoli) e pronta agli Ottavi di Champions League contro il Tottenham, avversario durissimo ma non impossibile. Fin qui, la stagione sul campo della Juventus di Allegri, versione 2017-2018.

Allegri, maestro imprevisto di Sarri

E pensare che qualcuno, come sempre frettolosamente, l’aveva data per morta, ciclo finito, difesa vulnerabile perché in fondo dipendeva tutto da Bonucci, giocatori appagati e fame smarrita. E invece, i bianconeri sono ancora lì. Ma qualcosa di diverso quest’anno c’è. Il Napoli di Sarri, squadra che ha continuato sulla stessa scia della passata stagione ma più forte nelle convinzioni e nel gruppo che oramai conosce a memoria i dettami tattici del suo tecnico che, quindi, si può dedicare a studiare soluzioni alternative ad esempio migliorare la fase difensiva seguendo proprio l’esempio della Juventus che, in questi ultimi sei anni, ha dimostrato quanto sia propedeutica alla vittoria una difesa solida.

Qualcuno (Sarri) ha capito che per provare ad interrompere il ciclo vincente di una squadra vincente, la stessa va studiata e imitata e, se possibile, perfezionata. La differenza adesso è tutta nell’abitudine a vincere che porta Allegri a temere per la prima volta il tecnico del Napoli soltanto su una cosa “Speriamo non abbia imparato a vincere davvero anche 1-0..” mentre Sarri rivendica il suo gioco “Il nostro obiettivo è la bellezza…”; Allegri naturalmente spera che non stia bluffando…

La bellezza non è solo nel gioco

Già, la bellezza. Concetto che può essere da sempre e per sempre oggettivo e soggettivo, tutto e il contrario di tutto. Chi lo dice che la bellezza risieda soltanto nel gioco d’attacco, quello spettacolo di gol di zemaniana memoria che fa si divertire ma che spesso lascia a bocca asciutta. Chi lo dice che la bellezza sia soltanto nell’ormai noto “Sarrismo”, filosofia di bel gioco unita ai risultati che però fino ad ora ha portato, d’altro canto, a zero trofei. E soprattutto chi lo dice che la bellezza non possa risiedere anche nella robustezza difensiva della Juventus? Una squadra che sa soffrire come poche, che nella scorsa stagione di Champions League era arrivata in finale subendo soltanto tre reti per poi crollare psicologicamente e fisicamente in finale (ma questa è un’altra storia).

Chi lo dice che la bellezza non possa risiedere anche nelle capacità strategiche di Allegri che ama scegliere le battaglie giuste da vincere per vincere la guerra, che dosa al millesimo le forze di tutti i giocatori di tutta la rosa. Non esiste rotazione soltanto in Coppa Italia come fanno in tanti, esiste rotazione sempre, anche a rischio di giocarsi la carta Sturaro come esterno difensivo, perché tutti, davvero, si devono sentire parte in causa. E così, se da una parte c’è il Sarrismo, questa, magari, chiamatela “la grande bellezza di Allegri”.

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