Allegri dalla Polonia lancia messaggi: “Non parlo bene l’inglese, ma sto imparando”. E poi parla di Szczesny, Piatek e…Padoin

Allegri dalla Polonia lancia messaggi: “Non parlo bene l’inglese, ma sto imparando”. E poi parla di Szczesny, Piatek e…Padoin

Fare scalo a Varsavia per volare…in Inghilterra. Max Allegri se ne va in Polonia, come testimonial e ambasciatore di una campagna contro il cancro, ma una battuta all’inizio del suo intervento dice molto sul suo possibile futuro al Manchester United…

di Redazione Il Posticipo

Fare scalo a Varsavia per volare…in Inghilterra. Max Allegri continua a godersi il suo anno sabbatico e se ne va in Polonia, come testimonial e ambasciatore di una campagna per sensibilizzare i più giovani nella lotta contro il cancro, supportata dall’associazione degli allenatori di calcio europei dell’AEFCA. E proprio in occasione di questo incontro, il tecnico toscano fa due cose. Una chiacchierata con il media polacco Przeglad Sportowy e soprattutto una battuta all’inizio del suo intervento in occasione della presentazione a cui è stato invitato. Una frase che dice molto sul suo possibile futuro.

INGLESE – “Non so ancora abbastanza bene l’inglese, ma sto imparando”, ha scherzato Allegri. E considerando che dopo Manchester United-Liverpool la panchina dei Red Devils potrebbe essere libera, i segnali che l’ex allenatore della Juventus possa prendere il posto di Solskjaer aumentano con il passare delle ore. La presenza di Evra nello staff dello United, l’interesse del club inglese per il suo fedelissimo Mandzukic, le quote un po’ troppo basse dei bookmakers di Sua Maestà. Tutto o quasi sembra spingere Allegri verso Old Trafford, per diventare il primo allenatore italiano al Teatro dei Sogni.

INTELLIGENZA – Nel frattempo, nell’intervista al giornale che riporta la sua dichiarazione, Allegri parla di sè. Intanto, spiega l’importanza dello staff per un tecnico vincente. “Se vuoi fare tutto da solo, non ottieni nulla. Non posso fare contemporaneamente il medico, fisioterapista e il preparatore. Non ne so nulla della maggior parte di queste cose. Quindi il mio principio è circondarmi di persone intelligenti”. Così come i calciatori. “Se hai giocatori intelligenti nello spogliatoio, puoi giocare con qualsiasi schema. Ma non puoi chiedere a un giocatore di dare quello che non può dare. Ad esempio, Padoin non sarà mai Pirlo. Giocavamo con la Roma, avevamo assenze e ho messo Simone a centrocampo accanto a Pogba. Abbiamo perso. La gente mi ha detto che volevo farlo giocare da Pirlo, mi hanno chiesto perché metterlo in quella posizione se non è adatto lì. Ma io non ero d’accordo con questa frase. Padoin ha giocato bene. E il fatto che non fosse Pirlo era previsto”.

POLACCHI – E poi qualche parola per un polacco della Serie A che conosce bene. Szczesny. Che è arrivato per sostituire Buffon e che non ha pagato questo peso. “Non gli creato problemi, non lo ha stressato. Ha preso il posto di Gigi e ha confermato le aspettative. Si adatta perfettamente al profilo della Juventus, dove lotti sempre per gli obiettivi più importanti e non c’è spazio per molti errori. È concentrato sull’obiettivo, vuole vincere. È difficile farlo arrabbiare. Era già pronto quando è arrivato a Torino, e nella Juve è ulteriormente migliorato”. Al contrario di Piatek, che dopo un inizio importante si è spento. “Ha stupito tutti con il suo arrivo in Serie A. Ha un momento complicato, ma era prevedibile. Ora deve confermare che non è una meteora. È un ottimo attaccante, quindi dovrebbe farcela”. Così come Allegri…può imparare l’inglese.

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