All’allenamento con la tuta dell’Anderlecht, ma gioca per l’Anversa. Zé rimane fuori dal centro sportivo…

L’attaccante in rotta con la società, decide di provocare. E rimane fuori dal centro sportivo.

di Redazione Il Posticipo

Un giocatore ha degli obblighi nei confronti di una società che ne detiene il cartellino. Si dà per scontato che mantenga un comportamento da professionista e forse sarebbe il caso di presentarsi all’allenamento scegliendo tra due ‘outfit’: la tuta d’ordinanza del club o in abiti da “civile”. Di certo non è una grande idea raggiungere il centro sportivo indossando la tuta di una squadra rivale.

L’OUTFIT – Tutto accade in Belgio. Precisamente ad Anversa, dove Didier Lamkel Zé si presenta all’allenamento indossando con una certa disinvoltura  la tuta d’ordinanza… dell’Anderlecht. Il giocatore camerunese, in rotta con la società, deve aver pensato tutta la notte a come irritare il proprio club. E  difficilmente avrebbe potuto trovare una soluzione migliore.  Il gesto è chiaramente una provocazione nei confronti del club: come riporta Sportbible, l’outfit del giocatore è motivato dalla sua volontà di lasciare il club. Da tempo si vocifera di un interesse del Panatinaikos, destinazione fra l’altro assai gradita dal diretto interessato. Il club, però, non lo ha lasciato andare.

 

ANDARE… O ENTRARE – La fonte riporta anche le parole del giocatore camerunese, a quanto pare, esasperato dalla sua permanenza ad Anversa che spiega: “È semplice, voglio andare in Grecia. Ho dato il mio assenso personalmente. Non voglio che giochino con la mia carriera!“. Ma la faccenda non finisce qui perché le immagini fanno il giro del mondo e non solo per il suo insolito abbigliamento. Per rispondere alla provocazione, il club non solo, non sembra intenzionato a cederlo ma… gli chiude anche le porte di accesso al centro sportivo. Difficile, anche per un attaccante professionista, liberarsi della marcatura degli energumeni addetti alla sicurezza. Risultato: non solo Zè non riesce ad andare via. Ma neanche ad entrare all’interno del centro sportivo. Questa però potrebbe essere la goccia che può far traboccare il vaso. E la sensazione è che la vicenda possa avere un proseguo. Se sia disciplinare o di mercato non è dato saperlo.

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