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Alisson strappalacrime: “Spero che mio padre mi abbia visto. E che sia felice. Oggi fortunato e benedetto”

(Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

Il portiere del Liverpool parla del suo gol. E la dedica è speciale.

Redazione Il Posticipo

Alisson entra nella storia del Liverpool non solo per le parate che hanno portato in dote una Premier e una Champions ma anche per aver segnato un gol con la maglia dei reds. Sua, la rete del 2-1 al WBA che ha permesso alla squadra di Klopp di restare aggrappato e in piena corsa per la qualificazione in Champions League. Ai microfoni di skysport.uk l'ex portiere della Roma, che ha recentemente vissuto un dramma familiare legata alla morte del padre non ha saputo trattenere le emozioni. E ha concesso una intervista strappalacrime.

EMOTIVO - Alisson non ha avuto una stagione felicissima. Ed è stato molto scosso negli ultimi mesi. "Sono molto emotivo e sensibile, in questi mesi sono accadute diverse cose alla mia famiglia. Il calcio però resta la mia vita. E da quando è accaduta quella disgrazia a mio padre gioco per lui. Nel suo ricordo. Spero che sia stato qui, da qualche parte, per vedere quello che ho fatto. Io sono sicuro che comunque sta esultando. La rete è sua, per la mia famiglia e anche per questo gruppo di ragazzi. Lottiamo tanto insieme e vogliamo arrivare in Champions. L'abbiamo vinta nel 2019 e ci siamo riusciti proprio passando attraverso la qualificazione".

GOL - Resta da capire anche come e quando sia maturata l'idea di andare a cercare il gol. Al netto dell'insolita situazione, il gesto tecnico è stato notevole. E non è apparso del tutto casuale. "A volte mi alleno durante le partitelle sui colpi di testa, ma lo faccio solo per divertirmi. Ho deciso di tentare il tutto per tutto e quando ho visto arrivare il pallone ho percepito di trovarmi in una buona posizione. Nessuno mi ha seguito, sono stato anche fortunato".

PROTETTO - Alisson è molto religioso. E ritiene che dietro quel gol ci sia qualcosa. O qualcuno. "Sono stato  benedetto. Non ci sono molte altre spiegazioni. Credo che oggi Dio mi abbia messo una mano sulla testa. A volte evito di andare davanti ai microfoni perché quando ne parlo, mi commuovo. Ora però mi sento in dovere di ringraziare tutti. Dio ci ama e lo dimostra attraverso le persone che ci circondano di affetto.  Ed è per questo che io voglio ringraziare tutti per avermi aiutato in questo momento difficile. Davvero, non so come festeggiare!"