Alisson è…stanco morto: “Una delle stagioni più estenuanti della mia carriera, tra pandemia, impegni e infortuni. E molto dipende da Klopp…”

Che la stagione 2019/20 sarebbe stata lunga, si sapeva. Campionati, coppe europee e poi Europei, Copa America e per qualcuno persino le Olimpiadi. Poi ci ha pensato il Covid-19 a cambiare i piani, ma non a diminuirne la durata. Poco da sorprendersi, dunque, se il Liverpool è stanco morto dopo sette competizioni…

di Redazione Il Posticipo

Che la stagione 2019/20 sarebbe stata lunga, si sapeva già dall’inizio. Campionati, coppe europee e poi Europei, Copa America e per qualcuno persino le Olimpiadi. Poi ci ha pensato il Covid-19 a cambiare i piani, ma non a diminuirne la durata. Le ferie per alcuni calciatori sono comunque arrivate ad agosto e per qualcuno…non ci saranno proprio. E per una squadra come il Liverpool, che in stagione ha giocato la bellezza di sette competizioni (Premier League, FA Cup, League Cup, Community Shield, Champions League, Supercoppa Europea e Mondiale per Club), persino l’eliminazione dalla Champions…è in qualche maniera positiva perchè permette un po’ di riposo.

STANCHEZZA – Lo spiega Alisson Becker in un’intervista a ESPN Brazil. L’ex portiere della Roma spiega che, tra pandemia e impegni, per lui e per i suoi compagni è stato un periodo davvero stancante. “È stata una delle stagioni più estenuanti della mia carriera. Non so se è a causa della pandemia, della stagione più lunga, ma è anche stata una delle annate in cui ho giocato di meno a causa degli infortuni. E anche se siamo usciti dalla Champions League abbastanza presto, credo che la stanchezza derivi dal fatto di aver dato tutto ogni singola volta”. E neanche a dirlo…è “colpa” dell’allenatore. “Molto dipende da Klopp, che continua a spronarci verso i nostri obiettivi. E gli interessa anche capire come raggiungerli, basta vedere come gestisce le nostre sedute di allenamento. Si fida di noi, sa che faremo quello che lui vuole che facciamo. E non solo negli allenamenti, ma anche nella vita di tutti i giorni”.

MENTALITÁ – Dunque è la filosofia del tedesco e della squadra a rendere il tutto ancora più stancante. Nel calcio di Klopp, non c’è spazio per chi si risparmia, nonostante a volte il Liverpool è così superiore che potrebbe anche impegnarsi di meno. “Il nostro è certamente un gruppo molto forte. Ogni calciatore ha una qualità individuale altissima e abbiamo almeno quattro calciatori che sono sempre tra i migliori del mondo nel loro ruolo. E questo ci rende una grande squadra, ma quello che fa la differenza è il modo in cui giochiamo assieme. Pensiamo come se fossimo una cosa sola, abbiamo gli stessi obiettivi e facciamo di tutto per raggiungerli, dando il 100% a livello fisico e mentale”. Poco da sorprendersi, dunque, se i Reds sono stanchi morti.

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