Ali Adnan, meteora in Italia e stella nella MLS: “Non me lo aspettavo, ma è un campionato complicato. E quando torno in Iraq, la società mi telefona…”

Ali Adnan, meteora in Italia e stella nella MLS: “Non me lo aspettavo, ma è un campionato complicato. E quando torno in Iraq, la società mi telefona…”

Ali Adnan, il terzino iracheno che in Italia ha provato a sfondare con le maglie di Udinese e Atalanta, ha trovato l’America, o quasi. Gioca in MLS, ma in Canada, con i Vancouver Whitecaps. Non dimentica però il suo paese natale, dove torna per aiutare i bisognosi. Anche se molti si preoccupano per lui…

di Redazione Il Posticipo

Il sogno americano, trasferirsi negli USA e trovare la fortuna nel paese a stelle e strisce. Ci hanno sperato in tantissimi nel corso di ormai oltre tre secoli. Qualcuno è stato fortunato, ad altri è andata peggio. Di certo della prima categoria fa parte Ali Adnan. Il terzino iracheno, che in Italia ha provato a sfondare con le maglie di Udinese e Atalanta, ha trovato l’America, o quasi. Gioca in MLS, ma in Canada, con i Vancouver Whitecaps, dopo aver fallito in Europa. Ma, come racconta a Goal, ha scoperto un campionato competitivo che lo affascina. Anche se il suo pensiero va sempre al suo paese…

MLS – “Onestamente, quando sono arrivato qui non pensavo che la MLS fosse un campionato troppo importante. Venivo dalla Serie A, ma sono stato sorpreso, perchè ci sono tanti ottimi giocatori. E ho trovato difficoltà a giocare qui. Pensavo sarebbe stato molto più semplice, non mi aspettavo che avrei sofferto così tanto. E alla fine non c’è poi tutta questa differenza con l’Europa, se non che ci vogliono anche 10 ore per una trasferta. Ma la MSL diventerà presto uno dei migliori campionati del mondo”. Alla sua prima stagione completa, Ali Adnan ora dovrà confermare quanto ha fatto di buono negli scorsi mesi.

IRAQ – Anche se certamente non arriva rilassato, considerando che ha passato la pausa nel suo paese, donando cibo ai senzatetto. Il che preoccupa un po’ tutti, considerando che quanto si vede dell’Iraq in TV non lascia proprio tranquilli… “Quando è finita la stagione qui potevo andare in vacanza, ma non l’ho fatto. Preferisco andarmene in Iraq. E tutti quanti mi hanno detto ‘ma è molto pericoloso’. E anche lo staff della squadra mi ha telefonato, ‘ma che ci fai lì, è pericoloso!’. Io ho risposto ‘no, non per me. Per me questo non è nulla di pericoloso, perchè sono sempre stato con la mia gente e non è mai stato un problema’. La gente guarda l’Iraq dal di fuori e immagina il mio paese solo da quello che si vede in TV. E dalle immagini che arrivano è normale che venga da pensare ‘fa***lo a questo paese di m***a’. Ma quando sei nato lì e ci torni, vedi le persone, quanto amore c’è, quanto ognuno cerchi di aiutare l’altro”. Lavoro di squadra, dunque. Come nel calcio…

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