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Al Khelaifi: “Frustrante sentire giudizi sproporzionati sul Qatar. Lasciare il PSG? Voci che mi fanno ridere”

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Il presidente del club parigino a ruota libera.

Redazione Il Posticipo

Nasser al Khelaifi è a Doha come ambasciatore del suo Paese all'estero. In una lunga intervista concessa a Marca, il qatarino ha spaziato fra vari argomenti. Mondiale, PSG, prospettive e Superlega.

MONDIALE

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Inevitabile partire da una edizione storica. Il Qatar è al centro del mondo. "È qualcosa di incredibilmente inclusivo. Il linguaggio del calcio è universale, ha unito la regione araba e tutte le altre culture. E l'ambiente è straordinario: non ci sono ostilità o problemi con di ordine pubblico come si vede in Europa. Mi frustra che la gente parli del Qatar senza essere stato qui, non lo capisco. Non siamo perfetti, abbiamo commesso degli errori, come tutti gli altri, ma ci siamo sviluppati come nazione e società più velocemente di qualsiasi altra prima. È nel nostro DNA accogliere le persone, aprire i nostri cuori e le nostre case al mondo intero. È una cultura diversa dall'Europa, ma il giudizio è stato completamente sproporzionato"

PARIGI

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A proposito di giudizi, si ritiene che dopo il mondiale il rapporto fra QSI e PSG possa chiudersi. "Queste voci mi fanno sorridere. Stiamo per entrare in una seconda fase in cui assisteremo a una crescita incredibile. La valutazione del club supera i 4.000 milioni di euro. Ed abbiamo appena cominciato. Per il PSG i giorni più emozionanti devono ancora arrivare. Saremmo intenzionati a restare al Parco dei Principi ma stiamo studiando delle alternative. Il comune evidentemente non la pensa così. Litighiamo con loro da cinque anni, siamo stanchi di false promesse. Vogliamo uno stadio come il resto dei club, dobbiamo aumentare le nostre entrate, avere uno stadio migliore e più capiente per i nostri tifosi.

PROSPETTIVE

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Prospettive più che rosee dunque. Partendo da Mbappé e senza Superlega. "Ogni mese, ogni settimana e forse quasi ogni giorno devo rispondere a questa domanda. Kylian ha appena rinnovato il contratto e siamo tutti contenti. La squadra è imbattuta, abbiamo già raggiunto le 100 partite di fila in sold out. Non abbiamo certo bisogno della Superlega per crescere. La Superlega è una idea di chi non capisce il calcio e il suo ecosistema. Mi dispiace per loro. La risposta è arrivata dai tifosi. Il calcio è un legame tra club, giocatori, tifosi e comunità. E non cambierà mai".