Aguero e Manchester, solitudine…e gol: il Kun all’Etihad è devastante

Fa niente se la città non gli è mai piaciuta più di tanto e se, come da poco dichiarato, in Inghilterra si sente solo. Quando il City gioca in casa, Aguero è una sentenza.

di Redazione Il Posticipo

Nuovo anno, ma nulla è cambiato. Il Manchester City, in Inghilterra, continua ad essere la squadra da battere. Tre partite giocate, due di campionato: Chelsea, Arsenal e Huddersfield; non proprio tre impegni semplici, specie i primi due. Tre vittorie, mai in difficoltà nel corso della partita, sempre in controllo del gioco: dieci gol fatti, uno subito, già una coppa alzata. Sotto gli ordini di Guardiola per il terzo anno, la squadra non è mai stata così forte. A guidare l’armata, non può che essere il Kun Aguero, l’uomo più importante della recente storia del City.

SOLITUDINE… – Mancini, Pellegrini o Guardiola, poco importa: Aguero rimane il leader offensivo della squadra. Eroe della Manchester blu, l’argentino ha scritto (e continua a farlo) la storia del club: miglior marcatore di sempre del Manchester City, non ha intenzione di fermarsi alla soglia dei trent’anni. E fa niente se la città non gli è mai piaciuta più di tanto, come ha dichiarato nel 2014, e ha sempre preferito vivere lontano dal centro, nella più assoluta tranquillità. E sembrano dimenticate, quasi immediatamente, anche le dichiarazioni rilasciate nel corso del documentario girato sull’incredibile ultima stagione vissuta dal City. Per quanto l’attaccante si senta solo in Inghilterra, o veda in de Gea il suo migliore amico a Manchester, in campo non ha nessun problema di solitudine: a fargli compagnia ci sono i gol.

…E GOL – Le statistiche di quando il Manchester gioca in casa, poi, sono da mani nei capelli. Nel senso positivo del termine. Aguero, nelle ultime otto partite giocate tra le mura amiche, ha segnato la bellezza di 14 gol. Quasi il doppio delle gare giocate. Un dato importante, che dimostra come il vero leader di un attacco incredibile come quello del City sia lui. Contro l’Huddersfield, tre gol, proprio come contro il Newcastle. Quattro gol contro il Leicester, due contro il Bournemouth ed uno contro Watford e West Brom. E considerando anche che uno degli otto match, quello con lo United dello scorso aprile, è durato appena 14 minuti per l’argentino, i numeri si avvicinano quasi alle due reti a partita. La Premier dunque è avvisata. Il Kun è pronto a guidare i suoi verso l’ennesima stagione da protagonisti. Soprattutto nella sua (ma non troppo) Manchester.

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