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L’Imperatore colpisce ancora – Il ritorno di Adriano

Adriano sogna di tornare in campo. Renato Portaluppi, allenatore del Gremio, gli tende la mano. La proprietà però nicchia. Scelta tecnica, ma il cuore dove è?

Redazione Il Posticipo

36 anni, qualche chilo di troppo, diversi anni di inattività ad alti livelli. L'Imperatore però, vuole riprovarci. Adriano Leite Ribeiro vuole tornare a sentirsi calciatore e concludere in modo dignitoso la propria carriera.

Deve sacrificarsi, però ha coraggio da vendere

Adriano ha giocato 10 partite ufficiali negli ultimi quattro anni. Fra due mesi soffierà sulla trentaseiesima candelina ma quando è sceso in campo al Maracanà per una parata di stelle è apparso in discreta forma. Anche migliore di certi periodi della sua carriera da giocatore in attività. Il ragazzo sta lavorando sodo e cerca di restare nel limite del peso accettabile per praticare attività sportiva a livello agonistico. Uno sforzo non facile, apprezzato da chi conosce bene cosa significhi avere delle difficoltà dentro e fuori dal campo. Renato Portaluppi, allenatore del Gremio, vuole convincere la dirigenza a concedere una chance all'Imperatore. Beh, è difficile persuaderli. Adriano è inattivo dal maggio dello scorso anno e per giunta ha faticato con il Miami United nel campionato MLS dove, con tutto il rispetto, l'aspetto atletico non è esattamente un discriminante. Ne è mai riuscito a chiudere una esperienza positiva con Corinthians, Flamengo e Atletico Paranaense.

Una parabola chiusa troppo presto

Eppure alzi la mano chi non vorrebbe vedere questo ragazzo dal faccione buono quanto triste ancora in campo. Adriano è un endecasillabo incompleto, una storia cui manca l'ultimo capitolo, un cerchio aperto e chiusosi troppo presto e altrettanto velocemente. Avrebbe avuto tutto, Adriano, per arrampicarsi nell'Olimpo del calcio, in compagnia di chi ha scritto la storia del futebol sudamericano. Invece ha arricchito la folta schiera di chi ha sprecato il proprio talento, fagocitato da un carattere buono quanto fragile. Non ha avuto una vita facile, l'Imperatore. Probabilmente il calcio gli è servito, in tutti i sensi, come scialuppa di sopravvivenza. E non concendergli una possibilità, l'ultimissima, è una scelta che se è comprensibile da un punto di vista tencico, diventa difficile da accettare se si osserva Adriano dall'angolazione di uomo prima che di calciatore. Il Gremio ci pensi. Per dire no c'è tempo.

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