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Adrian: “Con Klopp andrei anche in guerra”

LIVERPOOL, ENGLAND - OCTOBER 02: Jurgen Klopp, Manager of Liverpool and Adrian of Liverpool celebrate during the UEFA Champions League group E match between Liverpool FC and RB Salzburg at Anfield on October 02, 2019 in Liverpool, United Kingdom. (Photo by Clive Brunskill/Getty Images)

Per Adrián è stato davvero un anno folle. Da svincolato in andalusia alla vittoria in Premier con il Liverpool. Lo spagnolo spiega qual è il segreto di questo Liverpool che poi... tanto segreto non è.

Redazione Il Posticipo

Per Adrián San Miguel, per amici e tifosi solo Adrián, non è stato un anno qualsiasi. Una stagione il portiere era disoccupato. Poi ha vinto una Supercoppa europea e una Premier League con il Liverpool. Lo spagnolo spiega qual è il segreto. Che poi non è così segreto...

IRRAGGIUNGIBILI - Intervistato dall'agenzia di stampa EFE racconta le soddisfazioni descrivendole come figlie legittime del condottiero di questa squadra, Klopp. "Ha dato ciò di cui la squadra aveva bisogno. La sua filosofia calcistica si adatta molto bene a tutti i giocatori che sono in squadra. E ha creato un magnifico gruppo. Molte persone mi chiedono quale sia il segreto di un calcio così rapido e veloce. È questione di pratica e lavoro. Schemi che vengono ripetuti giorno dopo giorno. E che  tutti i giocatori conoscono a memoria. Neanche il Manchester City, con la qualità che ha, è stato in grado di raggiungerci."

IN GUERRA - La definizione di condottiero che spesso si dà a Klopp non è così lontana dalla realtà. "Con Klopp andrei anche in guerra. Lui è con noi, nella stessa barca di tutti. Si sente sempre molto vicino a tutti i giocatori. È come lo vedi. È così normale, così umano. Non ha lati oscuri. Il rispetto non si compra, si guadagna poco a poco ed è per questo che la gente si fida pienamente di lui".

PERSONALITÀ - E anche se si irrita... non fa davvero paura: "Ovviamente anche lui si arrabbia. Proprio come tutti gli altri. È l'allenatore, colui che deve prendere decisioni in momenti importanti, ma le sue sono sempre critiche costruttive. Non è un tipo che recrimina o porta rancore. E poi ci ha reso esigenti. Siamo tutti autocritici, sappiamo quando si fa bene o non si fa così bene, ma è merito suo se tutti riescono a rendersi la loro responsabilità al 100%".