Addio depressione, alcool e cibo spazzatura: ecco come…Madre Russia ha salvato Mario Fernandes

Il laterale destro del CSKA è uno dei pezzi pregiati del mercato europeo. Ma la sua storia è costellata di momenti complicati, superati solo trasferendosi…dall’altra parte del mondo. Ed ecco perché ora la Russia è la sua patria, anche di fatto!

di Redazione Il Posticipo

Saudade. Quella mancanza di casa che spesso e volentieri colpisce i calciatori brasiliani quando sono lontani dal loro paese. Ma non è detto che sia necessario varcare il confine. Gli affetti e le sicurezze possono mancare anche rimanendo in Brasile. E una situazione del genere rischia di rovinare carriere promettenti. Poteva essere il caso di Mario Fernandes, terzino della nazionale russa e del CSKA. Che ora è uno dei pezzi pregiati del mercato europeo, ricercato anche dalla Roma, con Monchi che ha confermato il suo interesse per il ragazzo. Ma ad appena diciannove anni, il laterale ha affrontato demoni che anche calciatori adulti e vaccinati avrebbero avuto difficoltà a guardare in faccia.

NOSTALGIA, ALCOOL E CIBO SPAZZATURA –  Tutto inizia quando arriva il trasferimento dal Sao Caetano al Grêmio. In teoria una cosa bella, ma non per Mario Fernandes. Che, come racconta il Guardian, non riesce ad adattarsi. E poco dopo aver firmato il contratto scappa, nel vero senso della parola. Si rende irrintracciabile per una settimana, poi lo ritrovano a 800km da Porto Alegre. Il motivo del colpo di testa? Nostalgia di casa. Che poi si trasforma in depressione. E nonostante le buone prestazioni in campo, la situazione è drammatica. Alcool, cibo spazzatura, insomma, non certo una vita da professionista. “A volte arrivato totalmente ubriaco agli allenamenti, ero in sovrappeso”, le parole riportate da Goal. Nulla di troppo nuovo, ma sicuramente il modo migliore per autodistruggersi, sportivamente parlando. E i comportamenti strani continuano. A 21 anni viene convocato dalla Seleçao, ma Mario Fernandes…perde l’aereo. Colpa, si dice, di una festa la sera prima. O di una situazione psicologica non ottimale. In ogni caso, una storia che gli costa tre anni di ostracismo dalla maglia verdeoro.

MADRERUSSIA – Ma per sua fortuna, il carattere particolare di Mario Fernandes non spaventa il CSKA. Che in lui vede un talento, forse da irreggimentare, ma indubbio. Nel 2012 i russi spendono per lui oltre dieci milioni e battono anche la concorrenza…del Real Madrid. Meglio un posto certo in squadra e un luogo dove potersi gestire meglio. E così, nel più improbabile degli sviluppi, la seconda vita del brasiliano comincia in Russia. Basta alcolici e McDonald’s e sul campo si nota. Prestazioni sempre più convincenti, fino a guadagnarsi di nuovo la nazionale brasiliana. Dunga lo vuole nella sua rosa, ma la vita piena di sorprese di questo ragazzo non finisce qui. La Russia lo ha salvato e lui…contraccambia. Vuole giocare con la maglia della sua seconda patria, che lo diventa anche di fatto. Cittadinanza e passaporto rapido, saltando i lunghi iter burocratici che normalmente servirebbero per diventare russi. Del resto non è che terzini così bravi si trovino facilmente, meglio approfittarne. Anche perché il sogno di Mario Fernandes è giocare il mondiale e viene accontentato. Con il senno di poi, forse nel 2018 sarebbe stato convocato…anche dal Brasile, ma il debito nei confronti della Russia non si può tradire. “A Mosca ho trovato il mio posto nel mondo, questo paese mi ha salvato la vita”. E anche se ora per vicissitudini di mercato dovesse lasciarlo, avrà comunque con sè sempre il passaporto. E niente nostalgia di casa. O forse sì, ma non di certo…del Brasile.

 

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