Arrestato Al Fahim: comprò il Portsmouth con i soldi…di sua moglie

Sulaiman Al Fahim, già portavoce dello sceicco Mansour, aveva acquistato il Portsmouth. Peccato che parte dei fondi provenissero dal conto di sua moglie, che lo ha denunciato.

di Redazione Il Posticipo

Prima della rivoluzione cinese (che sembra comunque destinata a essere un esperimento mai del tutto riuscito), a sconvolgere il mondo del calcio con acquisti a suon di milioni furono gli arabi. Gli arrivi di un fondo degli Emirati Arabi Uniti alla guida del Manchester City e di quello qatariota al Paris Saint-Germain hanno contribuito a rivoluzionare, almeno economicamente, il mondo del pallone. Al punto che tra il 2008 e il 2010 chiunque sognava che qualche sceicco prendesse possesso della propria squadra del cuore. E, almeno per qualche mese, il Portsmouth sembrava davvero aver fatto bingo con Sulaiman Al Fahim.

Sulaiman Al Fahim, un amore per il Portsmouth durato qualche mese

Del resto le referenze dell’uomo d’affari degli Emirati Arabi che nel 2009 aveva acquistato i Pompeys, all’epoca ancora in Premier League ma già in amministrazione fallimentare, erano ottime. Al Fahim era stato il portavoce dello sceicco Mansour, che nel 2008 attraverso la Abu Dhabi United Group for Development and Investment aveva acquistato il Manchester City. Anzi, si sussurrava negli ambienti calcistici che sarebbe stato addirittura il presidente operativo della società, ma alla fine non se ne era fatto nulla.  Forse proprio per questo, Al Fahim aveva deciso di mettersi in proprio, rilevando per circa 60 milioni di sterline il Portsmouth, promettendo che in capo a cinque anni avrebbe portato il club di Fratton Park tra le prime otto squadre d’Inghilterra. Il sogno dei tifosi dei Pompeys è però finito male: l’uomo d’affari ha subito ceduto la maggioranza delle sue quote, dando il via a una girandola di proprietari e di retrocessioni terminata solo lo scorso anno.

La sospetta truffa ai danni della moglie

Perché torniamo a parlare di una cosa avvenuta quasi un decennio fa? Beh, perché, secondo quello che riporta la BBC, Al Fahim sarebbe stato condannato a ben cinque anni di prigione negli Emirati Arabi… per aver sottratto a sua moglie cinque dei sessanta milioni di euro utilizzati per comprare la squadra inglese. In pratica l’uomo d’affari avrebbe falsificato dei documenti all’insaputa della sua consorte. La donna aveva richiesto a suo marito di aprire un conto per investire del denaro. Conto che però, secondo la ricostruzione degli inquirenti riportata dalla BBC, non ha mai ospitato la cifra incriminata. Al Fahim aveva infatti dirottato i soldi affidatigli da sua moglie nell’operazione di acquisto del Portsmouth. Probabilmente si aspettava di riprendere il denaro con gli interessi, ma quando le cose sono non andate bene e questi famosi cinque milioni di euro continuavano a non produrre alcun guadagno, la signora si è insospettita e, dopo aver verificato che i soldi non erano sul conto come previsto, ha dato il via alle investigazioni.

La causa delle restrizioni per i criteri di acquisto di un club

La truffa è comunque durata di più del periodo di Al Fahim alla guida della squadra inglese, dato che dopo neanche sei mesi il presidente si è visto costretto a cedere la sua quota di maggioranza del Portsmouth. Anzi, proprio la sua assurda esperienza nel calcio d’oltremanica ha sottolineato la necessità delle restrizioni sui criteri finanziari per cui la Premier League e le altre categorie decidono di concedere oppure no la possibilità della cessione e dell’acquisto di un club. Alla fine di questa storia, gli unici che ci hanno forse davvero guadagnato sono i tifosi del Portsmouth, che, dopo qualche retrocessione di troppo, ora sono nelle mani molto più sicure di Michael Eisner, ex amministratore delegato della Walt Disney. Che magari non sarà un grande esperto di calcio e forse neanche uno sceicco, ma di certo non avrà bisogno di “chiedere“ denaro a sua moglie per acquistare un calciatore.

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