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Accuse di razzismo, Cavani si difende appellandosi al “contesto culturale”

(Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

L'uruguaiano punta sul rapporto di amicizia e sullo slang utilizzato con il suo interlocutore per evitare la squalifica ma è consapevole dell'errore. E in caso di colpevolezza non farà ricorso.

Redazione Il Posticipo

Cavani, per una volta, gioca in difesa. L'attaccante uruguaiano proverà a limitare i danni della sua gaffe social e ad  evitare la squalifica per razzismo utilizzando, appellandosi ad "argomenti di contesto culturale". La vicenda è nota. Dopo il 3-2 sul Southampton l'ex attaccante del PSG ha scritto "gracias negrito" in risposta a un amico che si congratulava con lui per la grande prestazione contro i Saints (assist e doppietta).

RAZZISMO - Una frase quanto mai inappropriata e cancellata. Non è bastato. Cavani, che adesso deve rispondere alla Football Association, sul senso di questa frase,  rischia una squalifica di tre partite, nonostante si sia scusato pubblicamente. L'attaccante aveva precisato che il messaggio postato dopo la partita era inteso come un affettuoso saluto a un amico, ringraziandolo per le sue congratulazioni a fine partita. E ha specificato che non voleva offendere nessuno.  “Sono completamente contrario al razzismo e ho cancellato il messaggio non appena mi è stato spiegato che poteva essere interpretato in modo diverso".

DIFESA - Scuse che potrebbero non bastare, ma che sono state sufficienti allo United per impostare la linea difensiva. I Red Devils sperano di scongiurare la squalifica puntando sul "contesto culturale". Come riporta il Sun la società spera di provare che il termine è utilizzato come soprannome per l'amico in questione. Nomignolo che sarebbe anche usato dalla cerchia di amici dell'uruguaiano. A sostenere la tesi difensiva, anche un linguista. Secondo  Amparo Fernandez ha questo termine è comunemente usato per mostrare affetto e non sarebbe discriminatoria.

ATTESA - Sia lo United che Cavani, tuttavia, sono consapevoli delle connotazioni assolutamente negative legate al termine utilizzato dall'attaccante uruguaiano. E proprio per questo, nel momento in cui la FA dovesse pronunciarne la colpevolezza, non sarebbe previsto alcun ricorso. Più che una difesa, un appello alla clemenza della corte.