Nuove regole, l’UEFA alza il tiro: addio ai prestiti?

Nuove regole, l’UEFA alza il tiro: addio ai prestiti?

Il presidente UEFA Aleksander Čeferin punta alla riduzione delle rose e, di conseguenza, a una limitazione o addirittura abolizione della formula del prestito. Rivoluzione in arrivo?

di Francesco Cavallini

Le dichiarazioni che fanno rumore sono quelle legate alla situazione del Milan e, volendo, al no assoluto alla Superlega europea, ma l’idea del presidente UEFA Aleksander Čeferin che più rischia di modificare il calcio per come lo conosciamo è un’altra e, almeno al momento, sta passando sotto traccia. Il numero uno del calcio continentale ha dichiarato guerra a una delle pratiche storiche del football, da sempre diffusa, apprezzata e soprattutto molto utilizzata: i prestiti. Che, secondo Čeferin devono essere limitati o, peggio ancora, del tutto aboliti, facendo valere le restrizioni delle rose non solo per le competizioni.

La Juventus è la regina tricolore dei prestiti

Un piccolo cataclisma che potrebbe presto abbattersi sulle società italiane ed estere, soprattutto sulle big, che solitamente fanno incetta di talenti, li mettono sotto contratto e poi li mandando a farsi le ossa altrove. Quando Čeferin menziona un club che ha in prestito 55 calciatori non si riferisce a un’italiana, ma ci va molto vicino, perchè in serie A la Juventus domina questa speciale classifica con ben 51 prestiti, tra giocatori già in orbita nazionale come Caldara, promesse del calcio tricolore come Orsolini, ma anche carneadi come Roger Tamba M’Pinda o talenti mai sbocciati come Luca Marrone.

Il prestito: occasione per testare i giovani…

Ma del resto, il sistema dei prestiti alle piccole squadre (ma non solo) è uno dei cardini del calcio italiano, soprattutto visto che i settori giovanili, crisi o non crisi, sfornano continuamente calciatori che diventano troppo vecchi per giocare in Primavera, ma sono troppo acerbi per il calcio della prima squadra. A quel punto, in mancanza delle squadre B, le società preferiscono non disperdere un capitale su cui hanno investito per un buon numero di anni e danno ai propri giocatori l’opportunità di dimostrare il proprio valore lontano dalla casa madre. Il discorso diventa però assai diverso quando le squadre acquistano giovani promesse da altre lidi e poi cominciano a fargli girare l’Italia o l’Europa.

…o formula che penalizza le piccole società?

La volontà di Čeferin di un giro di vite sui prestiti è infatti legata alla necessità di impedire il depauperamento tecnico delle piccole società, che non si vedrebbero più sfilati i propri talenti con la frequenza attuale. Costringere un club importante ad occupare un posto in rosa (che a quel punto verrebbe ristretta) per assicurarsi il nuovo fenomeno di turno diminuirebbe di parecchio le possibilità di fare incetta in giro per il mondo nella speranza di aver scoperto un Messi o un Ronaldo. L’intenzione è quella di aumentare la competitività generale, per rendere ancora più interessanti e vendibili i campionati nazionali e le due competizioni europee, che restano la priorità assoluta del Presidente UEFA. Il quale di Superlega non vuole proprio sentire parlare. Anche a nome della sua Maribor. Che, come tante piccole realtà, vive sognando la Champions.

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