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A Natale siamo tutti più… sinceri – Jesé: “Credevo di avere degli amici a Madrid ma non era così”

L’ex esterno del Real Madrid Jesè Rodriguez ha rilasciato una lunga intervista ad As e ha parlato del suo momento di difficoltà. A Natale siamo tutti più buoni? No, ma molto più sinceri.

Redazione Il Posticipo

A Natale, si dice che si tenda ad essere tutti più buoni. Non è di questo avviso l’ex esterno d’attacco del Real Madrid, oggi in forza al PSG, Jesè Rodriguez. L’ala, accostata in passato anche ad alcuni club di Serie A, ha rilasciato una lunga intervista molto sincera al quotidiano sportivo spagnolo As nella quale si scoprono molti retroscena della sua carriera: nessun vero amico a Madrid, voglia di giocare e, cosa molto strana da sentire sotto le feste, molti chili persi.

VOGLIO GIOCARE - L’attaccante spagnolo esordisce spiegando che in questo momento non se la passa benissimo: “A dire la verità, mi manca giocare a calcio. Voglio tornare a giocare il prima possibile. Trascorro giorni interi in attesa che si riapra il calciomercato… però mi sento bene, mi sto allenando molto. L’ultima partita? Penso che sarà passato un anno… non saprei, forse ad aprile. Non ho neanche giocato tutta la partita. È molto difficile non giocare. Ho avuto un momento molto difficile ma cerco di trarne degli aspetti positivi. È stato un allenamento psicologico per me, utile per valutare ciò di cui ho veramente bisogno nella vita e nel calcio”. L’esterno, infatti, ha disputato la sua ultima gara ufficiale per intero lo scorso 17 marzo, nella sconfitta contro l’Everton quand giocava in prestito (anche lì, davvero poco) allo Stoke City. E il PSG non sembra intenzionato nè a farlo giocare, nè stranamente a farlo partire, avendogli negato il trasferimento anche nella sessione estiva.

QUALI VERI AMICI? - Ma c’è anche qualcosa che non va dal punto di vista personale e il giocatore lo racconta senza farsi troppi problemi: “Ho cambiato amicizie. Avevo delle amicizie che non andavano bene e le ho rimosse dalla mia vita. Ho avvicinato la famiglia in compenso. Quando giochi e viaggi tutto il tempo hai poco tempo per vedere i figli. In quest’anno in cui non ho giocato ho passato molto tempo in famiglia. Sono anche tornato a lavorare sull’aspetto fisico con la persona con cui lo facevo prima dell’infortunio a Madrid e che mi ha aiutato nel recupero. Oltre all’allenamento con la squadra, ogni giorno faccio un allenamento personalizzato con lui e anche un altro a casa. Ho perso sette chili. A Madrid, credevo di avere degli amici veri che dessero tutto per me ma poi, al momento della verità, quando fai cose sbagliate non ti correggono”. E così la carriera di un calciatore che poteva essere molto più luminosa, ora è ferma e chissà quando potrà ripartire.