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Quando Ancelotti ha conquistato CR7: “Lo voleva centravanti, hanno discusso e poi…”

(Photo by Denis Doyle/Getty Images)

A Madrid si ricordano bene la capacità di Ancelotti di gestire i campioni e questo potrebbe essere uno dei motivi per cui Perez sembra intenzionato a riportare il tecnico di Reggiolo in Spagna. Del resto, con CR7 ha fatto un capolavoro...

Redazione Il Posticipo

Carlo Ancelotti  e Ronaldo. Un rapporto di grande rispetto. Insieme hanno portato al Bernabeu la tanto attesa decima Champions League, anche se non hanno mai vinto la Liga. Tuttavia, il tecnico del Real può vantarsi di essere riuscito a convincere Cristiano Ronaldo a seguire le sue richieste, nonostante non combaciassero con l'idea del portoghese. Certo, c'è voluto un lavoro di persuasione, ma in questo il buon Carletto è un maestro.

CENTRAVANTI - Lo ha raccontato il suo ex assistente Paul Clement ai microfoni di Goal. "Quando siamo arrivati al Real, l'idea di Carlo era che Cristiano diventasse il numero 9 a tempo pieno, così che non dovesse rientrare per rincorrere i terzini avversari. Il portoghese era scettico:  gli ha chiesto di rimanere a giocare sulla sinistra, così che potesse tagliare in mezzo, tirare, crossare e fornire assist". Carlo  non si è scomposto. "Gli rispose che l'importante è sentirsi a proprio agio", Poi, piano piano, il portoghese si è convinto. "Ed è stato importante anche per Ronaldo, perché la cosa ha funzionato bene. Anzi, benissimo, visto che nella prima stagione è arrivata la tanto agognata Decima".

CR7 - Merito di Ancelotti, ma anche ovviamente di Ronaldo. E Clement non ha che parole splendide per il portoghese. "Il suo lavoro era segnare, il che lo motivava. Cito sempre quello che dice Carlo, quando Ronaldo scende in campo parti sempre da 1-0. Nei nostri due anni lì ha segnato 50 gol a stagione, quindi quando salta un paio di partite per qualche problemino significa che ti manca qualche gol. Si parte davvero da 1-0 quando c'è lui, è un vantaggio enorme. Mi piaceva molto, è un bravo ragazzo, un uomo d'affari che parla molte lingue. Una splendida persona e un grande uomo squadra, raccontava un sacco di storie e aiutava i suoi compagni. Per non parlare della sua etica del lavoro, dentro e fuori dal campo. Un professionista esemplare, con una attenzione maniacale al recupero, al lavoro in palestra, all'allenamento della forza e al proprio regime nutrizionale. Una cosa incredibile". Certo, ora Ancelotti (a meno di sconvolgimenti clamorosi) non si ritroverebbe il portoghese a Valdebebas... o forse no.