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A Barcellona si parla di coaching e psicologi, ma Koeman dice la sua…

(Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

La cura del benessere del calciatore anche dal punto di vista umano è importante. Ecco perché qualcuno parla a Koeman di psicologia dello sport, ma il tecnico olandese ha altre idee...

Redazione Il Posticipo

A Barcellona, negli ultimi tempi, è tornato di moda il coaching. La psicologia applicata allo sport. I parametri di chi pratica sport professionistico non sono evidentemente differenti da chi vive la quotidianità. Del resto,  anche i giocatori hanno delle caratteristiche che non sono rappresentati solo dalla tecnica individuale. E da tempo nel calcio moderno le attività non si limitano solo all'allenamento e alla partita. Da anni ogni squadra professionistica ha dei professionisti che curano il benessere psichico del calciatore. E anche Koeman  dice la sua.

LA DISFATTA - Il momento del Barcellona non è decisamente roseo. Sono anni che in Champions League fatica molto e l'apice di questo disastro è giunto ad agosto contro il Bayern Monaco con la sconfitta per 8-2 che ha destabilizzato un ambiente che fatica ancora moltissimo nel ritrovarsi. La squadra è partita male in campionato sotto la guida di un nuovo allenatore. Sembra avere in Messi separato in casa e con un gruppo apparentemente poco coeso. E alle prime difficoltà in Champions, la squadra si è nuovamente squagliata.  Come riporta Sport, però, l'allenatore olandese ha bocciato l'idea. Non è necessario l'intervento di uno psicologo: sono i giocatori che hanno bisogno di fare quel passo in più.

SFIDUCIA - Il tecnico ritiene che la squadra abbia già la chiave necessaria per lasciarsi alle spalle i risultati negativi.  "Questa squadra ha abbastanza personalità ed esperienza. È il momento che i giocatori più esperti, che sono qui da molti anni, facciano un passo in più. Spero di vedere la squadra accesa contro il Levante domenica. Non credo nella psicologia e nei problemi mentali. Se giochi nel Barça la pressione esiste, bisogna essere consapevole. Cuascun calciatore lo sa e deve superarla". Insomma secondo l'ex commissario tecnico dell'Olanda, l'intervento di una figura esterna per risolvere i problemi della squadra. Il Barcellona deve bastare a sè stesso per uscire da una situazione complicatasi come e peggio dello scorso anno. L'allenatore ne è consapevole e per uscire dal pantano sta cercando di stimolare e spronare i senatori del Barça: il messaggio è chiaro. Ormai è arrivata l'ora che chi ha maggiore personalità prenda in mano la situazione.