Dall’erba al ghiaccio, passando per la pista: 5 invasioni di campo memorabili

Sorpresa sorpresa, c’è qualcuno sul terreno di gioco che non dovrebbe esserci. Le invasioni di campo sono da sempre parte integrante dello sport, a volte fanno sorridere, altre creano davvero il caos.

di Francesco Cavallini

Sorpresa sorpresa, c’è qualcuno sul terreno di gioco che non dovrebbe esserci. Le invasioni di campo sono da sempre parte integrante dello sport, soprattutto quando tra pubblico e atleti non ci sono barriere. Personaggi mitologici come Cavallo Pazzo hanno fatto della presenza inaspettata all’interno di eventi sportivi la loro ragione di vita. La Premier League si difende con la sua buona dose di streakers, individui di poco gusto che decidono di correre per il campo come mamma li ha fatti in attesa dell’inevitabile placcaggio della sicurezza. Ma quasi ogni disciplina, anche la meno immaginabile, è soggetta a problematiche del genere. Che a volte fanno sorridere, altre creano davvero il caos.

In tutu a Pyeongchang

Chi di certo ha fatto sorridere un po’ tutti è l’eroico signore che, sfidando il freddo del palazzo del ghiaccio di PyeongChang, è sceso in pista in tutù alla fine dei 1000 m maschili. Il messaggio, scritto sul petto nudo, del resto, ben si adattava allo spirito olimpico, un bel “Peace&Love” che, dato il significato anche geopolitico dei giochi coreani è stato molto apprezzato dal pubblico. Che poi si è letteralmente scatenato quando l’incauto invasore, senza pattini ma con le scarpe da ginnastica, ha provato ad accennare qualche passo di danza, salvo cadere rovinosamente a terra. Re delle invasioni di campo ad honorem!

Protesta anti Mercedes a 300 all’ora

Chi di certo non si è divertito sono stati i piloti della McLaren nel Gran Premio di Germania, edizione 2000. La gara, fondamentale nella leggendaria rincorsa al titolo di Schumacher, viene disturbata al giro 24 quando un ex dipendente della Mercedes entra in pista (e quello tedesco è uno dei circuiti con le velocità massime del circus!) e fa capolino su un rettilineo. Bandiera gialla, safety car e gara praticamente resettata nonostante l’ampio vantaggio di Coulthard e Hakkinen. E alla fine a guadagnarci è il Kaiser, nonostante il ritiro al primo giro, perchè tra l’invasore e la pioggia il GP lo vince Barrichello, soffiando punti fondamentali al finlandese per la corsa al Mondiale.

Breakdance sul campo da golf

Deve comunque essere un periodo particolarmente florido per le invasioni di campo, dato che giusto un paio di settimane fa un altro streaker, stavolta senza neanche la decenza di coprirsi un minimo, è corso su uno dei green durante il Phoenix Open di golf ed ha deliziato il pubblico con assurde mosse di breakdance, finchè non è arrivata la sicurezza ad arrestarlo. E a confermare, dopo attento esame tossicologico, che il ragazzo ventiquattrenne, aveva fumato un po’ di erba di troppo e non certo quella del percorso.

Nuda a Wimbledon, che maniere!

A proposito di verde, anche i sacri campi dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club a Wimbledon hanno visto la loro buona parte di invasori, più o meno vestiti. Come la giovanissima Melissa Johnnson che nel 1996, giusto prima della finale tra Krajicek e Washington ha ben pensato di passare davanti a giocatori, telecamere e buona parte della famiglia reale coperta (e neanche troppo) solo da un asciugamano. Chi evidentemente non si è ripreso dal bel vedere è Washington, che quella partita l’ha persa in tre rapidissimi set. Che stesse pensando ad altro?

Per i ciclisti la strada è sempre troppo stretta

E che succede quando il “campo” è ancora più ristretto? Se qualcuno tenta invasioni di campo, diventa un gran problema. Lo sanno bene i ciclisti, che spesso devono far fronte alla fastidiosa presenza dei fan nei momenti più duri delle tappe di montagna. C’è chi risolve la questione come Contador, che ha rifilato una bella botta ad un tifoso troppo assillante vestito da dottore, e c’è chi ci ha rimesso come Froome nel 2016, che ha tamponato una moto della regia televisiva bloccata dal pubblico e…ha cominciato a correre a piedi verso il traguardo, in attesa che la sua ammiraglia gli portasse una nuova bici. Ed è in questi casi che forse i ciclisti vorrebbero avere a disposizione un campo da calcio. Almeno potrebbero tentare di evitare gli scalmanati!

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