20 pinte al giorno, 22 cartellini rossi e 400 donne: la vita da romanzo di Roy McDonough

Roy McDonough è il recordman di espulsioni nei campionati professionistici inglesi ed è un “eroe” del calcio di altri tempi. Il che spiega perchè la sua autobiografia sia diventata il caso editoriale di questi ultimi giorni in Inghilterra. Ma c’è molto altro nella vita di “Red Card Roy”…

di Redazione Il Posticipo

Lo chiamano Red Card Roy ed un motivo c’è. Roy McDonough è il recordman, assieme a Steve Walsh, di espulsioni nei campionati professionistici inglesi con tredici cartellini rossi. Non solo. In tutta la sua carriera, durata oltre vent’anni, è finito sotto la doccia per ben ventidue volte. Problemi del mestiere, quando si gioca in difesa o a centrocampo. Che sia capitato ad un attaccante, beh, spiega bene la filosofia che ha contraddistinto il nostro eroe. Mai evitare un contrasto. Se poi l’arbitro la prende male, beh, problema suo. Non è dunque un caso che McDonough sia un “eroe” del calcio di altri tempi.

CALCIO, BIRRA, DONNE… – Il che spiega perchè la sua autobiografia, che ovviamente è intitolata “Red Card Roy”, sia diventata il caso editoriale di questi ultimi giorni in Inghilterra. Ma solo in parte, perchè la vita di McDonough non è stata solo calcio e calci ma, come per un altro mentore dei “bad boys”, George Best, ci sono di mezzo l’alcool e le donne. E quindi, oltre al record di espulsione, Roy con tutta probabilità vince anche quello per il maggior numero di pinte bevuto in una serata. Venti, con tanto di specialità della casa: il bicchiere scolato in sette secondi netti, tenendolo prima in equilibrio sulla testa durante un viaggio in treno. Roba da mal di testa solo a pensarci, per una lunga serie di motivi. E poi il genere femminile, l’altra grande passione (oltre ai tackle) di McDonough. Nel suo libro racconta di essere andato a letto con oltre 400 donne diverse.

…E OPINIONI PESANTI – Ma “solo” questo non contribuisce a spiegare bene la dimensione del successo del libro. Sono soprattutto le opinioni poco ortodosse dell’ormai sessantenne, che vive in Spagna ed è diventato un uomo d’affari, sul calcio moderno. E McDonough ne ha per tutti. Di Southgate dice “ha lanciato una moda con quel maledetto gilet, ma cosa ha fatto per cambiare una sola partita in Russia?”. Kane? “Ha vinto la scarpa d’oro per aver segnato contro dei ragazzini, ma quante volta ha tirato in porta durante la fase a eliminazione diretta?”. Ce n’è anche per Dele Alli, che “non ha visto un pallone quando la partita contava davvero”. C’è anche un no al calcio tecnologico, “avete mai visto Ferguson con un maledetto iPad in mano?” e un attacco frontale a Mourinho. “Io lo chiamo l’Anticristo del pallone. Dice che vince la squadra che fa meno errori? Beh, se vuole vivere alle spalle degli errori altrui, dovrebbe lavorare in banca”. Parola di Red Card Roy.

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